Siouxsie

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Pisa, Metarock Festival, Giardino Scotto 6/07/2008

Siouxsie a Pisa, Foto di Christian Dex © Ver Sacrum

Cosa aspettarsi da Siouxsie nel 2008? Il dubbio è lecito visto che la divina “Ice Queen” calca le scene da oltre 30 anni, è reduce da una separazione artistica e sentimentale con il suo partner storico Budgie e ha pubblicato un album solista come Mantaray che è un po’ così così a giudizio di chi scrive (anche se non tutta la Redazione di Ver Sacrum è concorde con questo mio parere, anzi). Mettiamoci anche che in alcune prove audio/video recenti (il live dei Banshees The Seven Year Itch o il DVD Dreamshow) la “nostra” mostrava qualche affanno sui vocalizzi più impegnativi: c’erano perciò abbastanza “evidenze” per alimentare dei dubbi sullo stato di grazia di Siouxsie prima di questa data inaugurale del tour italiano.

Senz’altro la possibilità di vedere un suo concerto a pochi chilometri da casa è stato un incentivo che mi ha permesso di superare qualsiasi dubbio. Il Metarock di Pisa normalmente è un evento assolutamente “perdibile” per chi si interessa di musica oscura, visto che è di solito basato soprattutto su concerti reggae. Anche quest’anno la prima serata non ha fatto eccezione ma nel secondo giorno la scaletta si è presentata abbastanza eclettica, incentrata completamente al femminile: prima di Siouxsie sul palco del Giardino Scotto erano previste le esibizioni di una serie di band con vocalist donne, a seguire Lilith, la storica cantante dei Not Moving e poi Cristina Donà.

Purtroppo quando arriviamo scopriamo che fra le band che aprivano il festival c’erano in scaletta anche i Belladonna, gruppo adoratissimo dal nostro Hadrianus e che avrebbe fatto piacere vedere in concerto alla nutrita delegazione di Ver Sacrum presente (Mircalla, Grendel, Lenora e yours truly). Misteriosamente la band non compariva però nel cartellone della serata e ci siamo accorti della loro presenza solo perché c’era un banchetto con i loro CD fra gli stand che circondavano l’area del festival.

Comincia l’esibizione di Lilith che però non mi è piaciuta per niente, né dal punto di vista della presenza scenica, insopportabilmente sopra le righe, né per gli aspetti musicali, orientati verso un rock-blues di maniera, proposto senza particolare affiatamento da parte dei musicisti che l’accompagnavano.

Che dire invece di Cristina Donà? Onestamente l’ho trovata brava e convincente ma la sua musica è davvero molto distante dai miei gusti (nonché dalla linea editoriale di questo sito…). Mi ha comunque colpito per la potenza espressa sul palco di Pisa: in particolare la mini-cover di “You Really Got Me” dei Kinks, infilata in mezzo ad un suo pezzo, è stata una sorpresa gradita.

E’ anche il caso di parlare un po’ dell’atmosfera del festival in generale: stavolta il Metarock non si è tenuta nella zona industriale di Pisa (spazio sì enorme ma di raro squallore nonché infestato dalle più grosse e cruenti zanzare del mondo!) ma nel centralissimo Giardino Scotto, il parco cittadino situato all’interno di una fortificazione del ‘500. Il pubblico presente era ragionevolmente numeroso, sull’ordine di qualche migliaia di persone, e terribilmente eterogeneo per look ed età. Il campionario delle sottoculture era rappresentato in toto, dai death-rockers con cresta di ordinanza, ai bikers, dagli electro-freaks ai metallari: non mancava poi qualche famiglia “alternativa” al completo.

Per quanto il concerto di Cristina Donà sia stato seguito con interesse da molta gente era chiaro però che tutti i presenti aspettavano con trepidazione l’arrivo di Siouxsie: l’entusiasmo si è scatenato appena si intravedono lei e i suoi compari avvicinarsi allo stage lungo il camminamento delle mura sopra al Giardino Scotto. La sua band (chitarra, basso, batteria, percussioni e tastiere) ha cominciato a disporsi sul palco per attaccare con “They Follow You”, la prima delle canzoni di Mantaray che saranno proposte in questa serata. L’inizio del pezzo viene dilatato ad arte per permettere a Siouxsie di ritardare l’ingresso e il suo arrivo lascia tutti a bocca aperta: la “nostra” si è presentata con una tutina di colore oro attillatissima, che lasciava intravedere una silhouette da ventenne. Il viso era sì tirato in modo sospetto ma Siouxsie si è presentata davvero in una forma strepitosa, sia per quanto riguarda l’aspetto, che, tutto sommato, anche per la voce, che, certo, non ha più l’estensione di una volta ma nel concerto di Pisa ha fatto comunque la sua degna figura. Molto del pubblico presente ha riconosciuto i pezzi del nuovo album e li ha accolti con entusiasmo, segno quindi che Mantaray ha seminato più consensi di quanto mi sarei mai aspettato.

Ovviamente il delirio delle “vecchie guardie” nonché dei dark più giovani si è scatenato alle prime note di “Christine”, a cui è seguita un’altra coppia di grandi classici dei Banshees quali “Happy House” e “Night Shift”. Qui è apparsa davvero evidente la differenza di qualità tra il repertorio “storico” e quello recente di Siouxsie, anche se ad essere sincero i pezzi di Mantaray sono apparsi piuttosto convincenti dal vivo, grazie alla grande energia trasmessa dalla band nonché al magnetico carisma emanato dalla “Ice Queen” sul palco.

Mantaray è stato proposto quasi per intero nel concerto pisano mentre il finale ha riservato grandi emozioni con “Israel”, “Arabian Knights” e una grandiosa versione di “Spellbound” con cui Siouxsie si è congedata dal palco. Curiosamente nella scaletta non sono apparsi brani dei Creatures mentre mi ha davvero sorpreso ascoltare “Cish Cash” dei Basement Jaxx, un brano (abbastanza stupidino a dire il vero) a cui la nostra aveva prestato la sua voce qualche anno fa.

Purtroppo lo sforamento di orario oltre la mezzanotte ha costretto Siouxsie a tagliare un po’ la sua esibizione e il concerto è durato complessivamente una settantina di minuti. Peccato davvero non aver potuto ascoltare qualche pezzo in più. Comunque alla fine del set tutti i dubbi della vigilia si sono dissolti: saranno stati tempi difficili quelli passati da Siouxsie negli ultimi anni ma, come lei stessa ha raccontato in “Into a Swan”, l’hanno resa forte e più bella. Peccato che la sua musica attuale rimanga però un po’ deboluccia…

Christian Dex
Bollate (Milano), Villa Arconati, 14/07/2008

Siouxsie a Pisa, Foto di Grendel

C’è una frase nel testo di “Into a swan” che ben riassume l’attuale stato psico-fisico di Susan Janet Ballion: “I feel a force I’ve never felt before”; è infatti una Siouxsie in forma smagliante quella che si presenta al cospetto del folto pubblico che gremisce Villa Arconati per questa tappa del tour italiano di Mantaray. Pubblico numerosissimo (com’era prevedibile) ed eterogeno, tra quarantenni con improbabili camicie hawaiane ma ancora memori della loro giovinezza “punk” e gothic-lolite che forse non erano nemmeno nate quando la parabola dei Banshees incominciava la sua fase discendente, ma tutti ora accorsi per celebrare il ritorno della “regina” del dark-punk, assente dal suolo italico da parecchi anni (tour di Anima Animus, ultimo album dei Creatures).

Il tour è funzionale alla promozione del primo album solista di Siouxsie, Mantaray, ma è inutile negare che c’è grande attesa per la riproposizione di alcuni pezzi del repertorio Banshees (e come si può rilevare dalla scaletta, tali aspettative non andranno deluse): in un’ora e mezza di “live”, Siouxsie (accompagnata sul palco da cinque strumentisti), ci offre 18 brani, equamente divisi tra il nuovo repertorio e i grandi classici, mostrandosi in perfetta forma fisica.

E’ decisamente tonica e ad ogni brano ci mostra le movenze che ogni fan che abbia visto dal vivo od in video un concerto dei Banshees ben conosce. La voce è carismatica ed inconfondibile, anche se diversi brani vengono eseguiti con tonalità leggermente più basse rispetto alle versioni originali. Un dettaglio che non va ad inficiare assolutamente la qualità di una performance di valore assoluto, forse addirittura superiore alle mie pur alte aspettative.

I brani diMantaray (un disco più che buono, come del resto i fans più “open minded” non hanno avuto difficoltà a riconoscere) rendono bene anche dal vivo, in special modo gli episodi più dinamici, come “Into a swan”, Loveless”, “It’s about to happen ” e “Here comes that day”, ma la malia di Siouxsie è tale da rendere gradevole all’audience “dark”, anche le cadenze salsa di “One mile below”.

Come è logico, sono però i pezzi storici che fanno letteralmente esplodere il pubblico, con la stessa Susan ad allentare i cordoni della security per agevolare l’accalcarsi dei fans sotto il palco (non mancheranno delle incursioni sul palco stesso, con Siouxsie a dimostrarsi estremamente cordiale e ben disposta verso i suoi calorosi fans). Nove gemme dei Banshees (da rilevare che il pezzo piu’ “recente” è “Dear Prudence”, anno di grazia 1983), da “Night Shift” (fitta al cuore per uno dei miei brani preferiti!) a “Hong Kong Garden” (pezzo che compie 30 anni, come Susan ricorda al pubblico), dalla furia punk di “Nicotine Stain”, al micidiale trittico finale costituito da “Israel”, “Arabian Knights” ed una devastante “Spellbound”, a sigillare un concerto da pelle d’oca!

Si chiude così, in maniera magistrale una di quelle serate che non vorresti finissero mai; al di là del valore innegabile del concerto, è evidente che la musica degli artisti con cui sei cresciuto è in grado di smuovere un flusso di ricordi ed emozioni impagabile ed il “senso di condivisione” di tali emozioni con altri fans, l’energia ed il feeling che si sprigiona tra pubblico ed artista sono sensazioni splendide, per ricordi indelebili. Arrivederci alla prossima occasione, Susan…

Candyman

Scaletta Pisa
They Follow You
About To Happen
Here Comes That Day
Christine
Happy House
Night Shift
Drone Zone
Loveless
If It Doesn’t Kill You
Sea Of Tranquility
One Mile Below
Into A Swan
Israel
Arabian Knights
Cish Cash (Basement Jaxx)
Spellbound

Scaletta Bollate (MI)
They follow you
Here comes that day
About to happen
Dear Prudence
Christine
Happy House
Nightshift
Drone Zone
Loveless
If it doesn’t kill you
One Mile below
Sea of tranquillity
Into a swan
Nicotine Stain
Hong Kong Garden
Israel
Arabian Knights
Spellbound

Siouxsie a Pisa, Foto di Lenora

Links:

Siouxsie: sito ufficiale

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