Kill Hannah

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My Passion a Bologna, Foto di Grendel

Per come la vedo io i Kill Hannah dovrebbero avere schiere di ammiratori in Italia, invece il loro recente mini-tour ha dimostrato che la musica di Mat Devine e compagni è tuttora cosa per pochi privilegiati. È vero che la stampa specializzata finora li ha quasi ignorati, ma c’è da domandarsi come mai nell’era di Internet e di MySpace neanche il passaparola abbia funzionato a dovere… Per farla breve soltanto poche decine di persone hanno presenziato al concerto di Bologna, ciononostante il divertimento non è mancato, lo spettacolo è stato di ottimo livello e l’atmosfera “familiare” ha favorito incontri e conoscenze tra le band e il pubblico.

In apertura di serata si sono esibite due formazioni italiane, i My Fashion Love e gli Electric Diorama. Sui primi, che avevo già visto a fine settembre come opener degli Underøath, non posso raccontare molto poichè ho potuto ascoltare solamente l’ultimo dei brani eseguiti, mentre dei romani c’è da dire che propongono un sound piuttosto interessante (trattasi di emo-electropop carino e orecchiabile…) e che per quanto riguarda la presenza scenica sono risultati più che convincenti (fighissima l’idea di usare le tastiere alla Sandy Marton, suonate tra l’altro da uno dei più “scalmanati” del gruppo!).

A seguire è stata la volta dei My Passion, giovane band proveniente dai dintorni di Londra e in procinto di pubblicare l’album di debutto, previsto in uscita tra gennaio e febbraio 2009. Sarò ripetitiva, ma ogni volta che mi capita di assistere al concerto di formazioni semi-esordienti inglesi o americane rimango esterrefatta nell’osservare con quanta sicurezza e tranquillità affrontano il palco. In particolare questo vale per i gruppi del giro emo/metalcore, ma anche se i londinesi non rientrano esattamente in tale categoria il loro approccio si è rivelato altrettanto persuasivo. Nel sito della band si parla di “electropopmetalpunkdance”, ma per semplificare le cose direi che il genere da essa proposto è un mix tra emo e sonorità techno-dance pompate, invasive e utili a rendere inusuali i brani. A questo, poi, si aggiunge il fatto che i quattro hanno energia da vendere (il bassista Simon Rolands fa delle “spaccate” in aria degne di un ballerino!) e si conciano ben bene (vedi il look alla Misfits del drummer Jonathan Sin o quello goth-glam degli altri componenti…), per cui è davvero difficile ignorarli o non apprezzarli. Non rimane quindi che aspettare di sentire il disco, e se tanto mi dà tanto di sorprese dovrebbero essercene in abbondanza.

Ma veniamo agli headliner, che verso le 23.00 si sono presentati al pubblico e hanno attaccato con “Boys & girls”“Believer”“Love you to death”, seguiti da un’altra decina di pezzi romanticamente oscuri e intriganti, ma anche potenti e incisivi. Prima considerazione: dalle foto non si capisce, ma il chitarrista Dan Wiese e il bassista Greg Corner sono altissimi, per cui guardarli in faccia stando vicino al palco del Sottotetto (che è alto pure quello…) si è rivelato niente affatto facile, e mi ha fatto venire il mal di collo! Seconda: Mat Devine talvolta non ha un’intonazione perfetta, inoltre non è quel che si suol dire un figaccione (e per fortuna neanche cerca di apparire tale…), ma è un frontman carismatico e intenso, che si cala perfettamente nella parte e sfrutta al meglio le proprie doti di interprete. E poi ha anche dei gran bei gusti, difatti durante l’esibizione ha dichiarato di apprezzare gente come i Cure, Siouxsie e un po’ tutti i più importanti esponenti della scena gotica. Terza: i Kill Hannah sono molto abili nell’unire rock, pop e new wave, sono bravi musicisti e sanno confezionare canzoni che possono piacere indistintamente a chi ama generi come il gothic, l’emo e l’indie, ma allora perchè diavolo sono ancora tanto sconosciuti? Quarta: dal vivo la band di Chicago spacca, inoltre può contare su brani che sono uno più bello dell’altro, perciò è inutile dire che durante il concerto il tempo è volato e che la fine è arrivata davvero troppo presto…

Come dicevo all’inizio, anche l’aftershow è stato piuttosto divertente visto che i ragazzi dei gruppi sono stati praticamente sempre in giro a chiacchierare con chiunque. Da una parte i My Passion, contenti matti di aver suscitato l’interesse di molte delle ragazze presenti (il chitarrista faceva di tutto per essere fermato dalle sue “nuove” fan…), dall’altra i disponibilissimi Kill Hannah e il loro riccioluto leader, che al posto dei normali autografi faceva bizzarri disegni e ghirigori vari. Che dire, speriamo di rivederli presto da queste parti, e auguriamoci soprattutto che il pubblico italiano si dia una svegliata e scopra una delle migliori realtà musicali venute fuori negli ultimi anni.

Setlist concerto My Passion:
Nevereverland
Play dirty
Crazy and me
Hot in the dolls house
Thanx for nothing
Day of the bees

Setlist concerto Kill Hannah:
Intro
Boys n girls
Believer
Paper dolls
Crazy angel
Black poison blood
Home
Kennedy
Acid rain
The chase
Songs that saved my life
Ten more minutes
Lips like morphine

Kill Hannah a Bologna, Foto di Grendel

Links:

Kill Hannah: sito ufficiale

Kill Hannah @ MySpace

My Passion @ MySpace

The Electric Diorama @ MySpace

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