Angelspit: Blood death ivory

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Ver Sacrum A due anni dall’uscita del debut Krankhaus, il duo australiano formato da Amelia “Destroyx” Tan e da Karl “ZooG” Learmont torna alla carica con un album nuovo di zecca e un look ancora più estremo di quello a cui eravamo abituati. Peccato però che l’immagine della band sia molto più interessante, curata e apprezzabile della musica che produce, e che Blood death ivory sia l’ennesima fregatura spacciata per “grande novità” della scena electro-industrial… Se già il cd d’esordio suscitava non pochi dubbi, quest’ultimo delude appieno perché da un gruppo così “pompato” (dalla casa discografica, dai media ecc. ecc.) sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di buono, e invece quello che ci viene propinato è una minestra riscaldata e pure insipida. Trame sonore sempliciotte, esageratamente minimali e scontate si abbinano a parti vocali che in certi casi sfiorano il ridicolo (assurdi i “La-la-la” infilati in “Skinny little bitch”, per non parlare poi del modo scelto per interpretare un brano come “Lust worthy”, nel quale i due “canguri in PVC” sembrano fare a gara a chi è più svociato…), perciò c’è davvero poco da stare allegri con questa release, capace di togliere ogni speranza anche al più ben disposto degli ascoltatori. Insomma, Amelia e Karl saranno anche strani, buffi, super-colorati e carini da guardare, ma chi di dovere farebbe bene a impedirgli di proseguire la carriera di musicisti e a indirizzarli, semmai, verso quella di fetish-performer…

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