Deviate Damaen: Religious as our Methods- powered decemnalis edition

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Ver Sacrum Ho recensito la versione originale di Religous as our methods nella primavera del 1998, in Ver Sacrum IX, allora nella gloriosa edizione cartacea. Ebbene, se Volgar ci propone la “powered decemnalis edition” del suo lavoro, io farò lo stesso con la mia recensione, anche a beneficio degli sfortunati mortali che non hanno il numero della rivista in questione. Anno 1998 “Avevamo chiesto a gran voce il CD dei Deviate Ladies e finalmente siamo stati accontentati. Il risultato è senza dubbio un lavoro che inserisce di diritto i Deviates Ladies fra i maggiori gruppi nell’ambito del crossover gothic/doom/metal in circolazione, con in più quella potente dose di eclettismo kitsch che è la caratteristica fondamentale del progetto di Volgar. Come nei demo anche qui sono presenti ampi spazi lasciati a campionamenti e a inserti parlati ( mitica la registrazione di una vera confessione…) ed i pezzi sono tutti di buon livello. Unici nei: l’opaca versione della fondamentale “Lyturgical Obsession”, la tremenda cover kitsch di “Venus” e le sempre più fastidiose dosi di razzismo e ideologia nazistoide che paiono ficcate nel CD come il mangime nella gola delle oche per fare il patè”. Anno 2008, mutatis mutandis (?) A distanza dieci anni, ne è passata di acqua sotto i ponti della scena alternativa e oscura italiana. Consentitemi, comunque, di rimanere sostanzialmente d’accordo con me stesso. Tuttavia, nella nuova versione “powered”, “Lyturgical Obsession” mi sembra molto meno opaca di allora (ah, il potere di una produzione ben fatta…) e si conferma un pezzo bellissimo, mentre “Nec Sacrilegium, Incesti Gratia!” con l’inserzione della terrificante confessione, rimane davvero un colpo di genio che potrebbe fare di Volgar – come fattomi notare da Christian Dex- un membro onoris causa (e con buona pace sua) dell’Internazionale Situazionista. Dal punto di vista ideologico, poi, il fegato dell’oca è ormai abbondantemente esploso… Ma, ormai lo sappiamo, questo è Volgar, queste sono le Dame Deviate: prendere o lasciare. E prendere o lasciare anche “No More”, il nuovo singolo che è anche la novità proposta a questo giro. Si tratta sostanzialmente, musicalmente, di quattrominutiemezzo di una specie di house superballabile e popeggiante, che cita scientemente la disco italiana anni ’80, ma dove un Volgar in (ahimè) gran forma canta un testo, in inglese, davvero imbarazzante. Della serie come fare ballare masse di adolescenti ignari all’insegna politicamente scorretto(issimo). Al di là di tutto, e al di là del peso da dare a certe sue posizioni, è ammirevole nel buon (?) Volgar, l’attitudine cocciutamente underground, completamente estranea, dopo anni, a logiche mainstream, attitudine di cui spesso non c’è manco l’ombra in realtà dalla faccia più pulita e dalla correctness immacolata. Alla prossima.

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