Madre del Vizio: Un mondo dove...

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Ver Sacrum Mi sono beato di questo bel ciddì a partire dal booklet, perché negare alla vista il piacere di un’operina così ben fatta, Mark Hofmann e Janusz Zaremba (responsabili di questa graditissima uscita, la quale dovrebbe precedere il nuovo parto ufficiale del trio italo-teutonico sotto l’egida autorevole di Apollyon, della quale INM è una dipendenza), non ci hanno negato proprio nulla. Bellissime immaginette conformi al concetto lirico/musicale di Madre del Vizio, con scatti rari, copertine dei loro dischi, disegni erotico/horrorifici, tutti i testi (in italiano, of course, con traduzione in inglese), eppoi le pagine centrali riportano la discografia intiera del gruppo, come una preziosa guida all’ascolto, cosa chiedere di più? Il mio corregionale Fulvio Tori (che con “R’n’R machine 2000” diede sfogo alla sua anima più rockettara), colla sua voce carica di sinistri effetti, un Rozz Williams all’europea, ed i due citati compagni d’avventura attraversarono gli anni novanta con una serie di pubblicazioni che lasciarono decisamente il segno, pur se solo in ambito indipendente, lungo la via lastricata di marmo nero della nostra musica preferita, non mancando neppure canzoni tratte da compilazioni quali “Hex Files volume I” o “The new face of Apollyon”, e dallo split-Ep con gli allora Les Fleurs du Mal, ora Engelsstaub, (del 1990, con le storiche “Amore, fede e speranza”, “Bestie metalliche”, la title-track della raccolta e “Paura”) poi presenti pure su “The crypt”. Post-punk spigoloso ed irrorato da abbondanti dosi di death-rock di derivazione americana, con Alien Sex Fiend ed Andy Sex Gang/Sex Gang Children ad ombreggiare litanie funebri e contenuti sonori, questo in sintesi quanto proposto dai MdV, senza che per questo le testimonianze da loro sparse come ossa calcinate dal sole del deserto trasmettano all’ascoltatore quel senso di già sentito che altrove produce devastanti danni sulla struttura di similari operazioni. Perché i Madre del Vizio restano unici nel loro genere, e questa manciata di pezzi non fa altro che confermarne la freschezza e l’attualità. Se davvero ne seguiranno altri inediti, questi contenuti in Un mondo dove… sono ancor più indispensabili, per riannodare i fili del presente con quelli del passato. “Madre, sono angeli della morte, orrore e sangue…”.

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