Al Andaluz Project: Deus et diabolus

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Ver Sacrum Al Andaluz Project è un fantastico progetto di collaborazione di due interessantissime realtà musicali: L’Ham De Foc e gli Estampie. I primi, qui rappresentati da Mara Aranda, sono membri dell’emergente scena musicale folk spagnola, e amano indagare nell’ambito della musica tradizionale per creare, a partire da basi antiche, un suono più moderno; per i secondi non credo ci sia alcun bisogno di presentazioni, considerata la fama di cui Michael Popp e Sigrid Hausen, membri fondatori dei Qntal, dovrebbero godere. Questi tre musicisti si fanno aiutare da Aziz Samsoui e Iman Al Kandoussi, due musicisti marocchini, Ernst Schwindl, Jota Martínez, Aziz Samsaoui, e Sascha Gotowtschikow per creare un’opera di notevole bellezza, capace di creare veramente la perfetta colonna sonora delle meravigliose ambientazioni andaluse, e chi ha avuto la fortuna di visitare le incredibili meraviglie di Cordoba, Siviglia e Granada sa bene di cosa sto parlando: una perfetta fusione di sonorità mediterranee, proveniente da un’epoca in cui, nella penisola iberica, fioriva un mondo in cui era possibile la convivenza e la coesistenza di culture differenti che si arricchivano l’una dall’altra, mondo capace di creare i capolavori mudejar che caratterizzano quella parte di mondo. I nostri riprendono brani della tradizione sefardita, della tradizione cattolica (dai Cantiga de Santa Maria), della tradizione arabo-andalusa e deliziano il nostro udito per poco più di un’ora: il riferimento più vicino direi che sono i Sarband di “Libre Vermell”, a cui vanno aggiunte maggiori note mediorientali e va invece tolto il coro. Del tutto superfluo citare uno o più brani da favorire: sono tutti ad altissimo livello e il CD va ascoltato tutto facendosi coinvolgere e trasportare.

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