Autumn Tears: The hallowing

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Ver Sacrum È con colpevole ritardo che mi accingo a recensire questo quinto CD di lunga durata degli statunitensi Autumn Tears che, negli ultimi anni, sono stati a mio giudizio tra i migliori interpreti della scena ethereal. Infatti Legends of blood and light è uscito, ormai, da più di un anno ed è un vero dispiacere poterne parlare solo ora. Per i più smemorati faccio un breve riepilogo della carriera di questo gruppo: nati intorno alla metà degli anni ’90 negli ambienti del gothic metal, si sono immediatamente distinti per una vena creativa molto eterea, chiaramente evidente nella trilogia, in continua evoluzione e miglioramento, Love poems for dying children. Segue Eclipse, in cui il progetto inizia a prendere una forma più neoclassica, cercando di inserire strumentazione acustica da sostituire alle tastiere; tale percorso continua in quest’ultima opera, una perla di grazia ed impalpabile bellezza. Si aprecon “Dies Irae”, in cui fa la sua comparsa anche un organo, che con il suo suono splendido e possente aggiunge un’ulteriore carica di misticismo alla miscela sonora. Le capacità compositive di Ted Tringo si evidenziano nel fatto che riesce sempre a mantenere un perfetto equilibrio fra impalpabilità e pompa neoclassico, non risultando mai né noioso né stucchevole; un notevole aiuto lo danno anche le capacità vocali di Laurie Ann Haus e quelle strumentali dell’ensemble che l’accompagna. Peccato perdere un’opera così bella: meglio tardi che mai.

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