Metal Music Machine: Angels Of Destruction

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Ver Sacrum EBM never dies! Potrebbe essere la frase ad effetto con cui descrivere questo ritorno su CD dei Metal Music Machine, alla loro terza prova discografica. Il gruppo, in cui ricordiamo milita Pietro Zanetti ex-Templebeat, conferma la proposta musicale del precedente EP In Cold Blood basata su un’elettronica danzabile “old school”, ruvide inserzioni chitarristiche di tipo industrial-rock, il tutto arrangiato e prodotto con suoni moderni. Il risultato è abbastanza interessante, anche se a mio avviso si tratta di una proposta meno originale rispetto a quanto i Metal Music Machine avevano sperimentato con il CD d’esordio Feedback (e che rimane perciò il mio preferito dei tre). La voce di Zanetti, pesantemente distorta da effetti, è sì efficace per il genere proposto ma forse un po’ troppo uniforme nei pezzi di questo Angels Of Destruction. L’album presenta dei brani riusciti con un paio di episodi particolarmente accattivanti che spiccano sul resto, come l’oscura “The dark side of the spoon” o “Can your pussy do the dog” con il suo andamento ipnotico, quasi trance. Il lavoro di produzione, affidato alla stessa band insieme a Giorgio Ricci (Templebeat, Ran, Hysterie), è stato davvero certosino e l’album “suona” davvero molto bene. Buone canzoni, ottimi arrangiamenti, un paio di pezzi particolarmente riusciti (da non dimenticare poi “Teen Distortion” che dal vivo dovrebbe essere una vera e propria “killer track”): eppure Angels Of Destruction alla fine non mi ha davvero convinto al 100% perché è un album che, pur con tutti i suoi pregi, si presenta come un lavoro da manuale dell’EBM-Industrial. Si ha l’impressione che la band abbia deciso di non “osare” sperimentando cose più originali e di puntare invece verso una proposta più canonica. Comunque si tratta di un album decisamente piacevole a cui gli amanti della EBM possono prestare senza indugio attenzione. Da segnalare è infine l’artwork del CD, molto curato e d’effetto pur nella sua semplicità.

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