The Deep Eynde

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The Deep Eynde a Firenze, Foto di Grendel

È stato il C.P.A. di Firenze ad ospitare il secondo dei due concerti italiani dei Deep Eynde, che sono tornati nel vecchio continente per un tour promozionale legato all’uscita dell’antologia Blackout: The dark years. Nonostante ciò che si potrebbe immaginare, il locale del capoluogo toscano non è malconcio come tanti altri centri sociali, e anzi si è rivelato piuttosto adatto per il tipo di evento che vi si è svolto, iniziato tardissimo (all’incirca verso la mezzanotte…) con l’esibizione dei californiani e proseguito con dei bei dj set all’insegna del deathrock e del punk d’annata. Inutile dire che il pubblico presente era quasi tutto molto in tema con la serata, per cui vai con le supercotonature colorate, le scarpe a punta da far invidia ai Leningrad Cowboys di kaurismäkiana memoria, i pantaloni stretch leopardati o tigrati e le magliette strappate a regola d’arte.

Riguardo invece ai componenti del gruppo, un paio di loro (il chitarrista e il batterista) erano vestiti in maniera abbastanza normale, mentre il bassista Rob Graver si è presentato sul palco con una maschera che ha continuato a indossare anche dopo la fine dell’esibizione (c’è davvero da domandarsi in che modo abbia fatto a resistere, ma evidentemente non era scomoda come poteva sembrare!). Il frontman Fate Fatal, famoso per i suoi travestimenti, aveva una specie di calza e mezzo kilo di make-up sul viso, inoltre indossava un completo con giacca, pantaloni e camicia bianchi abbinati a un paio di Vans che col resto c’entravano come il cavolo a merenda, ma di certo facevano molto “californian punk-rock style”. Si poteva quindi pensare che, anche grazie alle comode scarpe da ginnastica, il nostro si sarebbe messo a saltare a destra e a manca, invece durante tutto il concerto ha preferito farsi una serie di giretti in mezzo al pubblico, alcuni dei quali abbastanza movimentati visto che gli è capitato di cadere a terra assieme a qualche fan…

Sinceramente non sarebbe stato male se anche gli altri musicisti della band avessero partecipato in maniera un po’ più “fisica” all’esibizione, ma in effetti deve essere difficile competere con il buon Fate/Joel, che di casino ne fa pure per gli altri e non riesce proprio a stare fermo un attimo. Nella seconda parte della performance è ricomparso (dopo aver trascorso qualche istante nel backstage…) senza scarpe e con indosso degli assurdi pantaloni ricoperti di nastro adesivo, ma dopo poco si è tolto pure la maschera/calza, per la gioia di un gruppetto di ragazze che lo hanno guardato dall’inizio alla fine con aria trasognata e adorante. Non che gli uomini siano stati poco partecipi (è vero il contrario, piuttosto…), ma di certo le donne presenti erano mooolto sorridenti e si sono scatenate sia ballando che cantando le canzoni eseguite. E a proposito di canzoni, per la scaletta completa vi rimando al termine dell’articolo, ma c’è da sottolineare che il gruppo ha privilegiato di gran lunga le tracce incluse nell’albumShadowland e trascurato molte di quelle di Bad blood, lasciando un po’ di stucco chi si aspettava di ascoltare anche parecchio del materiale più recente.

Nel complesso, comunque, si è trattato di un evento divertente e ben riuscito, che ha attratto un pubblico interessato più al concerto che non all’aftershow o al momento “discotecaro” in sé, e questa è già un’ottima cosa visto il normale andazzo di serate del genere… Per quanto riguarda i Deep Eynde, credo che il mini-tour italiano sia stato piuttosto soddisfacente e utile per conquistare molti nuovi fan, che al pari di quelli di vecchia data sono senz’altro ansiosi di rivedere presto la band sui nostri palchi.

Setlist concerto The Deep Eynde:
Parfumery
Love lies bleeding
My darkest hour
We don’t care about you
She likes skulls
Nuthin 2 do
Space invaders
Suicide drive
Transformation
Date from hell
Killing time
Devilchild
Let me go!
Disease ignition
Death threats
Sik of U
Seizure of roses
Society’s parasite
Hoodoo

The Deep Eynde a Firenze, Foto di Grendel

Links:

The Deep Eynde: sito ufficiale

The Deep Eynde @ MySpace

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