Bohren & Der Club Of Gore: Dolores

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Ver Sacrum Il quartetto tedesco torna dopo tre anni di silenzio dall’ultimo Geisterfaust, andando ad aggiungere un altro splendido capitolo alla loro corposa e ventennale discografia. I quattro, una volta dediti a metal e hardcore, hanno da tempo abbandonato la chitarra per sostituirla con un sassofono, e oggi si muovono tra un suono di chiara derivazione jazz, ma che flirta amabilmente con un’ambient scura come la pece, frammenti industrial e toccate downtempo. Immaginate l’Angelo Badalamenti più noir, rallentate il tutto e aggiungete alla mistura una colata di suoni densi e cupi e potete farvi un’idea del suono di Bohren & Der Club Of Gore. Dolores segna un discreto cambiamento di rotta rispetto ai predecessori: le tracce si fanno più brevi, i suoni meno rarefatti e quasi sembra scorgere uno spiraglio di luce nella notte che avvolge perennemente il gruppo, questo senza per nulla tralasciare l’aspetto emotivo, inalterato. Ad uscirne rafforzato è il lato melodico, si vedano ad esempio “Still Am Sresen” o i delicati tocchi di vibrafono di “Von Schnäbeln”. Dolores è un disco elegante e sofisticato, non fatevi trarre in inganno dalla definizione di jazz, dategli la possibilità e fatevi avvolgere nella sua notte.

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