dARI

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dARI a Livorno, Foto di Grendel

Sono arrivata al Cage Club, piccolo ma accogliente localino situato nella periferia nord di Livorno, giusto in tempo per assistere alla parte finale del soundcheck del “gruppo-fenomeno del 2008”, che appena sceso dal palco mi ha raggiunta per l’intervista salutandomi in maniera super-cordiale. Immaginavo già che i quattro fossero persone tranquille e disponibili, ma in effetti il loro modo di fare si diversifica parecchio da quello tipico di un ambiente in cui l’educazione, spesso e volentieri, pare essere un optional di cui non molti sono “dotati”. Per i dettagli su ciò che mi hanno raccontato vi rimando al suddetto articolo e passo direttamente al momento in cui i dARI sono andati in camerino a nascondersi e a prepararsi, visto che ormai le porte del club stavano per essere aperte e le fan non vedevano l’ora di correre ad abbarbicarsi al palco.

Inutile sottolineare che la band ha un seguito formato principalmente da ragazze molto giovani (alcune delle quali accompagnate dai genitori, che si guardavano attorno con aria spaesata…), ma alla performance di Livorno hanno assistito anche un po’ di curiosi decisamente lontani dall’età adolescenziale e una serie di personaggi abbigliati in maniera assai stilosa, che spiccavano rispetto alla massa e hanno subito attirato la mia curiosità. Altro particolare bizzarro è che il concerto si è svolto di domenica alle ore 18.00 (!), cosa che da un lato fa un po’ sorridere ma che, a conti fatti, non è del tutto sbagliata e potrebbe tornar utile anche in altri casi, giusto per “ammazzare” il giorno più sfigato della settimana e permettere alle persone di poter andare a dormire a un’ora decente.

Quando i dARI sono saliti sul palco l’entusiasmo della gente era già al massimo, difatti quasi subito sono iniziati i cori e le urla a sostegno dell’uno o dell’altro componente. L’attacco è avvenuto con “Tutto regolare”, secondo singolo tratto dall’esordio “Sottovuoto generazionale” nonché vero tormentone “emofunpunktronik” e pezzo piuttosto tirato, grazie al quale i quattro hanno subito dimostrato di saper reggere bene la scena e di essere una live band di tutto rispetto. Ognuno ha la sua peculiarità e un modo diverso di affrontare l’esperienza dal vivo, ma tutti insieme danno vita a uno show spassoso e coinvolgente, che non conosce sosta e li vede sempre impegnati al massimo. L’etereo cantante/chitarrista Dari è uno che catalizza l’attenzione grazie alla sua fisicità, al modo di muoversi e al buon rapporto verbale che riesce da subito a instaurare con il pubblico, mentre il bassista Fab suona praticamente piegato su se stesso, guardando spesso verso terra e assumendo pose molto caratteristiche che fanno di lui la vera “anima gotica” del gruppo (ma per capirlo, in effetti, basta notare il trucco pesante che ha sugli occhi o la sua sparatissima capigliatura viola!).

Dall’altro lato del palco l’immensa tastiera del mitico Cadio, un cyber-folletto multicolore che non riesce a stare fermo un secondo e che a Livorno si è presentato un po’ meno truccato del solito, causa misteriosa sparizione del make-up che si porta dietro in tour. Evidentemente qualche fan gliel’ha rubato, e c’è da immaginare che lo custodisca come una sacra reliquia, o che magari l’abbia venduto per chissà quale cifra… Infine il buon Fasa, che non contento di essersi presentato on stage con la maglietta di Burzum (!) ha picchiato sulla sua batteria hand-made in plexiglas come un assatanato, rivelandosi uno di quei drummer super-aerobici e tecnici che riescono ad “acchiappare” il pubblico sia grazie alle loro capacità che al modo spettacolare in cui suonano. La band ha proposto tutti i brani inclusi nell’album, ma a questi ha aggiunto anche un paio di chicche interessanti, ossia la cover di “Rock’n’roll robot” di Alberto Camerini (di cui i dARI sono parenti stretti, questo è poco ma sicuro!) e una versione rimaneggiata dell’ormai celeberrimo cavallo di battaglia (parlo di “Wale”, ovviamente…), che ha concluso il concerto e ha ribadito una volta per tutte che quando si tratta di giocare con le parole i nostri sono abilissimi (per l’occasione, infatti, la quasi-storica frase “Ti dico Wale… va’ a c***re” è stata trasformata in “Ti dico Wale… Buon Natale”).

Appena scesi dal palco, nel breve tratto che li separava dal camerino, i quattro sono stati letteralmente assaliti dalle fan in delirio, che poi li hanno aspettati per consegnargli regalini vari (alcuni dei quali davvero trash!) e farsi firmare autografi. Insomma, che altro si può aggiungere a questo punto? Che sono freschi, super-divertenti, a volte persino un po’ surreali e senz’altro convincenti in versione live, ma che soprattutto ci credono e si dimostrano molto coinvolti e presi da ciò che fanno, caratteristica che non può mancare a nessun gruppo che abbia intenzione di proporre show di qualità. E se siete tra coloro che hanno avuto il dubbio se andare a vederli, in questa o in altre occasioni, e magari alla fine hanno rinunciato a causa del pregiudizio, sappiate che avete fatto una cavolata…

Tracklist concerto:
Tutto regolare
Per piacere
Come m’hai
Moltiplicato 10
Ho spaccato
Play and stop
Wale (tanto wale)
Non pensavo
Cambio destinazione
Minimale maxibene
Rock’n’roll robot
GP a 100 all’ora
Predisposta
Tutto regolare
Wale (Xmas version)

Dari - dARI a Livorno, Foto di Grendel

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