John Ajvide Lindqvist

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Incipit:
Blackberg.
Fa pensare a quei dolci rotondi di pasta di cocco, magari fa venire in mente la droga. Una vita decente. Si pensa alla metropolitana, ai sobborghi. Poi probabilmente non viene in mente nient’altro. Anche lì, come dappertutto, ci abita della gente. E’ per questo che il quartiere è stato costruito, perchè le persone avessero un posto dove abitare. Non è un luogo cresciuto in modo naturale, no. Qui tutto è stato predisposto fin dall’inizio.

Blackberg, un sobborgo nei pressi di Stoccolma, è anche il luogo dove è nato e cresciuto Lindvqvist, che prima di esordire con questo romanzo, ha lavorato per diversi anni come prestigiatore e cabarettista e autore di testi per il teatro e la televisione. La storia prende il via dal ritrovamento del cadavere dissanguato di un ragazzo che sarà solo il primo di una serie, tanto da far pensare alla polizia di trovarsi davanti ad un serial killer.

Tuttavia, non è l’indagine e quindi l’aspetto del giallo il punto focale di questa storia ma sono soprattutto la fine dell’infanzia e la prima adolescenza i temi narrati in questa storia. Come appena detto, Il libro si apre con un efferato delitto, il sangue scorrerà per quasi tutte le pagine di questo bel romanzo ma sarà solo lo sfondo di una tenera amicizia fra due ragazzini diversi dagli altri anche se non per gli stessi motivi. Oskar, praticamente senza amici e bersaglio dei prepotenti della sua scuola, vive con la madre e sogna di diventare protagonista di qualcosa. Eli, la sua misteriosa vicina, è la sola con la quale riesce a intrecciare una sorta di legame. Ma non ci sono soltanto i ragazzi, in questa vicenda si muovono anche gli adulti, tutti uomini e donne irrisolti, senza speranze di riscatto.

E’ un libro con poca luce, molto cupo e pessimista, a tratti spietato così come è l’adolescenza, che descrive per gran parte delle sue pagine. Inoltre, la figura del vampiro è usata in modo un po’ meno stereotipato di altre storie contemporanee ed è spogliato del suo lato affascinante e dei suoi connotati sessuali, benchè rimanga fedele ad alcune delle sue caratteristiche. Lasciami entrare non è solo la richiesta imprescindibile che la creatura deve fare al suo interlocutore per poter accedere in un luogo chiuso, è anche la necessità di far parte della vita di qualcun altro con tutte le sue conseguenze.

John Ajvide Lindqvist: Lasciami entrare, Marsilio, 2006, Brossura, 461 pagine, 17,50 €.

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