The Human Voice: Exit Lines

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Ver Sacrum The Human Voice è il progetto parallelo di Hærleif Langås, meglio conosciuto col suo moniker Northaunt. Rispetto al progetto principale la differenza sostanziale che salta all’occhio è una propensione verso sonorità più malinconiche e meno oppressive. Strumento cardine del disco è la chitarra, che si snoda placidamente su distese di ambient ovattata e notturna, appena sporcata da field recordings, rumori e suoni metallici. A tratti ricorda certe esperienze post-rock di qualche anno fa, in particolare dei cataloghi Constellation e Kranky, soprattutto nei momenti in cui l’approccio drone è più marcato, ma questo non è necessariamente un male perché l’album, col suo incedere ipnotico e glaciale, cattura e affascina fin dalle prime note. In origine questi brani non erano stati pensati per essere pubblicati, si trattava di piccoli esperimenti casalinghi che Hærleif Langås ha tirato fuori dal cassetto dando loro forma compiuta e omogeneità. Considerando la media attuale dei dischi ambient, questi cosiddetti “scarti” sono molto meglio di buona parte dei dischi di genere usciti nel 2008. Splendido, come da tradizione in casa Eibon, l’artwork del disco.

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