The Killers: Day & age

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Ver Sacrum È davvero difficile, se non impossibile, spiegare perché un gruppo come i Killers ha raggiunto una così grande popolarità, nel mondo ma anche qua in Italia. Nel 2004 la band di Las Vegas era riuscita a convincere un po’ tutti con il debut Hot fuss, che proponeva un delizioso mix tra rock, pop e wave, ma già con il successivo Sam’s town (2006) Brandon Flowers e soci avevano iniziato a dar segni di cedimento, visto che l’album in questione non era assolutamente all’altezza delle aspettative. C’era quindi chi sperava che il nuovo Day & age facesse dimenticare il mezzo passo falso compiuto in precedenza, invece eccoci di nuovo qui a parlare di un lavoro deludente, mediocre e inutile. La cosa incredibile, però, è che più i quattro sfornano canzoni bruttine e più ottengono successo, difatti sono tra i pochi che riescono ancora a vendere grosse quantità di dischi, e i loro concerti vanno esauriti in pochissimo tempo. Già da un po’ il singolo “Human” è in programmazione in qualsiasi radio e su tutti i canali televisivi musicali, ma sapete una cosa? Il suddetto brano è l’unico che si salva (assieme a “Spaceman”…) dell’intero cd, infatti episodi come “Neon tiger”, “I can’t stay” o “The world we live in” (tanto per citare qualche titolo, ma in realtà lo stesso vale anche per gli altri…) sono così melensi e soporiferi da far venire la voglia di passare oltre, e di non ascoltarli mai più. E il fatto che in giro ci siano tante formazioni dedite a un genere simile a quello dei Killers, ma molto più brave e (purtroppo) sconosciute, è la dimostrazione che nel music business c’è proprio qualcosa che non va…

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