Triarii: Muse In Arms

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Ver Sacrum C’era molta attesa per il terzo atto di Triarii, diventanto in breve tempo uno dei nomi di punta del cosiddetto martial industrial. Il suono segue fedelmente la struttura del capitolo precedente, cioè campionamenti di musica orchestrale, cori, una massiccia presenza di percussioni, ma rispetto a Pièce Héroique è più compatto e messo a fuoco. I ricchi arrangiamenti propendono ancora di più verso una vena cinematografica, e non stonerebbe vedere usato qualche brano dell’album come colonna sonora di un film di guerra, grazie a un approccio stilistico che riesce miracolosamente a mediare tra l’afflato epico e l’immediatezza melodica. L’introduttiva “Birth Of A Sun” ci predispone all’ascolto con un brano in crescendo fino all’esplosione orchestrale nella parte finale, preludio alla più marcatamente neoclassica “Muse In Arms”. “Europa”, brano trainante e sorretto da una melodia prepotente, è un po’ la “On Wings Of Steel” di quest’album, e fa semplicemente impallidire qualunque epigono del suono marziale. Il disco trae forza proprio dalla monolitica potenza di fuoco delle percussioni, e poco è lo spazio concesso a sonorità meno aggressive, se non nell’elegiaca “Muse In Arms II” o ai cori di “The Final Legion” a elogiare le gesta di eroi perduti nel tempo. Se c’è un termine per descrivere questo album, è semplicemente “epico”, e gli si perdona anche la solita retorica trita e ritrita che fa capolino dal banale testo di “Europa”, perché è un abisso quello che separa Muse In Arms dagli altri dischi di genere.

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