Kathleen Concept: Introduction

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Ver Sacrum Già cantante e compositore dei The Head Stops (dei quali recensii lo sperimentale “Half asleep”, auto-produzione risalente al 2002 della quale serbo un buon ricordo), esperienza che deduco sia dal nostro considerata giunta al suo naturale epilogo, Alessio Canalini torna con un disco assai intimo e personale, che in “My sweet fairy” può ricordare il Nick Cave più disilluso e romanticone. Assai semplici nella loro struttura, le nove canzoni che compongono Introduction rivelano una anima delicata sì, ma pure umbratile e profonda (“White nail” e “Made up” sono davvero dark). Non ostante il nostro dichiari una certa ristrettezza di mezzi, che sicuramente incide sulla qualità della produzione, la resa finale non ne risente, proprio in considerazione della peculiarità della proposta. Per canzoni semplici come questa non servono davvero sfavillanti studi onusti di attrezzature, è sufficiente l’anima. Fossero magari cantate in italiano, potremmo considerare queste tracce l’ennesima prova di un panorama ricco di sfaccettature, quale si sta rivelando quello “cantautorale-colto” italiano. L’uso dell’idioma anglo dona comunque ai pezzi una statura internazionale, trattandosi di una vera e propria “introduzione” alla poetica di Alessio, spero davvero di poterne ri-scrivere un domani, pascendo così una certa curiosità che via via che l’ascolto di Introduction procedeva, si rafforzava come il vento proveniente dal mare, ed annunziante burrasca.

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