Richard Pinhas and Merzbow: Keio Line

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Ver Sacrum Cosa può scaturire dall’incontro tra uno fra i massimi esponenti dell’innovazione in ambito electronic-rock, il talentuoso compositore e chitarrista di gran classe francese Richard Pinhas, e l’imperatore assoluto della noise giapponese (carica che condivide con un’altra Maestà, Kazuyuku Kishino – KK Null), Masami Akita aka Merzbow? Un sublime, inarrivabile melange di sensazioni elettroniche, un interminabile mantra disturbato e disturbante che pare sorgere da un ancestrale buco nero, dal Nulla che presto pervade il Tutto, aggiungendo e sottraendo assecondando l’estro dei suoi artefici, i due Sacerdoti che c’introducono al rituale estremo dell’iniziazione al loro indiscutibile talento. Keio Line è semplicemente il nome della linea ferroviaria che li portò dalla stazione di Shinjuku alla sede dei Peace Music Studios, ove in due giorni di lavoro si compì infine l’Opera. E tutto ebbe inizio il 20 ottobre del 2007, al club Super Deluxe di Roppongi, ove Pinhas e Merzbow tennero una memorabile esibizione. Un viaggio dal luccichio artificiale della downtown Tokyo alla periferia della Capitale nipponica, fonte inesauribile di materiale registrato rigorosamente live, con successivo remix curato da Laurent Peyron e dal fratello di Richard, Duncan Pinhas-Nilson. Keio line si compone di sei estese e massacranti tracce, suddivise in due ciddì, per circa due ore di trance ipnotica, maestosa, a tratti violenta, terrificante, come in effetti può indurre qualsisia considerazione sulla modernità e sulle sue devianze post-industriali, che trovano massima espressione in quegli sterminati agglomerati metropolitani che si estendono a perdita d’occhio, ed inarrestabili divorano ed ammorbano praterie, fiumi, foreste, allargandosi come macchie cancerose sulla superficie terrestre, violata da tali insensate degenerazioni volute dall’uomo. Psichedelica del nuovo Millennio, o forse, addirittura, degli Evi prossimi venturi, destinata a lasciarsi dietro una lunga scia di detriti concettuali, coi quali le nostre anime di esseri contemporanei rischieranno di scontrarsi, fino al collasso finale.

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