Rajna: Duality

0
Condividi:

Ver Sacrum Il duo francese Rajna giunge alla pubblicazione dell’ottavo album dal 1999, se non contiamo la compilation di qualche anno fa. Nel tempo la loro musica si è andata evolvendo gradualmente: all’inizio erano un gruppo completamente devoto al suono dei Dead Can Dance, dei quali, si può dire, hanno in qualche modo continuato l’opera. Sotto questo aspetto, Yahili e Ishati possono essere considerati dei tributi filologici alla musica del sublime duo australiano. Negli album successivi ha iniziato a farsi spazio nella musica dei Rajna una vena pop che, sinceramente, mi trovava decisamente contrario: mi rendo perfettamente conto del fatto che, alla lunga, per un progetto musicale non è accettabile vivere sempre nell’ombra di qualcun altro, ma ho sempre ritenuto che non fosse quella la direzione migliore per ricercare una propria personalità musicale. Questo percorso di alleggerimento del suono sembra che stia proseguendo anche in questo nuovo CD; in alcuni brani ho l’impressione che il processo avvenga con maggiore consapevolezza dei propri mezzi e ho idea che alcuni dei rami secchi siano stati, giustamente, recisi: le sonorità mistico-etniche (a metà strada tra i succitati Dead Can Dance e la meravigliosa colonna sonora di Passion di Peter Gabriel, come ad esempio “Kaloum” o la bonus track “The echoes”), sono in questo caso arricchite qui da suoni e sottofondi in stile Cocteau Twins (“Pearl into Ocean”), lì da drone che li rendono più cupi. Continuano a lasciarmi perplesso i brani in cui fanno la loro comparsa anche alcuni ritmi sempliciotti che non possono fare a meno di darmi l’idea di essere alquanto posticci (“We are the echoes”) o in cui si cerca di muoversi in territori in cui i nostri non sembrano essere esattamente a loro agio (“Fallen”, “Le toit du monde”, a mio giudizio poco incisive). Purtroppo i due coniugi francesi non sembrano riuscire a decidere quale strada percorrere e tempo che la cosa non porterà buoni frutti: gli insert pop non credo che saranno in grado di allargare clamorosamente la base dei loro ascoltatori, rischiando invece di allontanare coloro che ne apprezzavano le caratteristiche dei primi dischi.

TagsRajna
Condividi:

Lascia un commento

*