Turisas

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Turisas a Bologna, Foto di Grendel

Non contenti delle decine di concerti che stanno facendo in tutta Europa con i Dragonforce, dei quali sono l’opening-act, i Turisas hanno pensato bene di sfruttare i rari day-off per organizzare qualche show da headliner, e per fortuna uno di questi ha avuto luogo proprio in Italia. Si sa, dalle nostre parti il folk-pagan-metal tira parecchio, e infatti al Sottotetto di Bologna sono arrivati i tipici personaggi che, per questo tipo di serate, rispolverano kilt d’annata (magari appartenenti alla sorelle o alle madri…), qualche pellicciotto più o meno spelacchiato, il buon vecchio war-painting e perfino le Clarks! Insomma, a guardarli bene molti dei convenuti sembravano più la brutta copia dei personaggi di “Braveheart” che dei guerrieri vichinghi, ma d’altronde si sa che noi italiani tendiamo sempre a “spaghettizzare” un po’ le cose, e a rielaborarle alla nostra maniera.

A supportare la band finlandese sono stati chiamati i riminesi Ancient Bards, giovane sestetto capitanato dalla brava vocalist Sara Squadrani e dal tastierista Daniele Mazza. Non sapevo che aspettarmi dalla loro esibizione e invece sono rimasta colpita sia dalle capacità esecutive messe in mostra che dai pezzi proposti, in bilico tra symphonic ed epic metal e perciò vicini al genere inventato dai “maestri” Rhapsody (ai quali i sei non hanno mancato di rendere omaggio, per la gioia di parecchi dei presenti!). Meno male che, ogni tanto, capita di vedere qualche formazione italiana con delle buone potenzialità: gli Ancient Bards hanno veramente molte carte da giocarsi e se daranno un’aggiustatina al look (che si è rivelato l’elemento meno convincente della performance…) potranno presentarsi al meglio anche di fronte alle platee internazionali.

E sempre a proposito di look, c’è bisogno di aprire una parentesi per descrivere quello degli headliner, famosi per i loro improbabili costumi in pelle scamosciata e pelliccia (che comunque, vista da vicino, sembra decisamente sintetica!), abbinati ad un corpse-painting che fa sembrare la band reduce da un vero e proprio bagno di sangue. I cinque arcigni “guerrieri” (Mathias Nygård alla voce, Jussi Wickström alla chitarra, Hannes Horma al basso, Olli Vänskä al violino e Tuomas Lehtonen alla batteria) e la loro fisarmonicista Netta Skog (anche lei un tipino mica da ridere!) sul palco sono davvero incredibili, e non solo a causa dei bellissimi abiti scenici… Ad essi, infatti, si associa una teatralità studiata nei minimi particolari, che coinvolge tutti i membri del gruppo: il cantante, ad esempio, è molto bravo nell’incitare la folla (i suoi gesti e le sue movenze caricano parecchio i fan…), e i musicisti danno l’impressione di divertirsi un bel po’ (vedi l’atteggiamento scanzonato del violinista, che nonostante lo strumento non certo “comodo” che si porta appresso, riesce a fare un gran casino!).

Nei settantacinque minuti di concerto i sei hanno presentato sia molti dei loro brani più epici (da “A portage to the unknown” fino a “The messenger” passando per “To Holmgard and beyond”, “Battle metal”, “Miklagard overture” e altri, tutti cantati a gran voce dal gasatissimo pubblico) sia quelli tipicamente folk e tirati (mi riferisco in particolare a pezzi come “In the court of Jarisleif” e “Sahti-Waari”, sulle note dei quali si è scatenato il pogo…), ma non sono mancati neanche i momenti dedicati al “cazzeggio”. C’è stata infatti una lunga pausa durante la quale il (logorroico) cantante ha offerto da bere a tutti gli altri componenti della band, e nel frattempo ha raccontato un po’ di cose sui tipi di birra assaggiati nei vari paesi toccati dal tour. Ha poi aggiunto di esser sorpreso che in Italia gli fosse stata offerta una birra di produzione locale (aveva tenuto per sé una lattina di Moretti…), ma dopo averla bevuta ci ha riferito di non trovarla particolarmente saporita.

Insomma, all’apparenza si potrebbe pensare che Mathias e compagni fossero un gruppo di ubriaconi (o buontemponi) allo sbaraglio, ma in realtà hanno dimostrato di essere musicisti assai professionali e di saper curare nei dettagli tutti gli aspetti della performance. Se così non fosse difficilmente riuscirebbero a ricreare dal vivo le atmosfere dei loro dischi (che, non dimentichiamolo, includono brani dalla struttura abbastanza complessa), ma del resto è un dato di fatto che di folk-metal i finnici se ne intendano, e che nessun altro sappia fare certe cose come loro…

Setlist concerto:
As torches rise
A portage to the unknown
To Holmgard and beyond
One more
In the court of Jarisleif
The messenger
Miklagard overture
Sahti-Waari
Rasputin
Battle metal

Turisas a Bologna, Foto di Grendel

Links:

Turisas: sito ufficiale

Turisas @ MySpace

Ancient Bards: sito ufficiale

Ancient Bards @ MySpace

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