Arts Of Erebus: Dawn of the dead

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Ver Sacrum I volonterosi AoE ambiscono a ritagliarsi un posticino nell’affollata Bundesliga del goth/dark/alterna/etc. teutonico, ma ho l’impressione che il tanto agognato salto di qualità dovrà ancora attendere. Gruppo onesto, autore in passato di qualche brano vincente, peccato che manchi ancora qualcosina… Ecco che ci viene presentato questo EP opportunamente allungato (come di moda va oggidì), e nella track-list ri-trovo con mia gioia una canzone che tanto amai, quella “Heroes in the dark” che sfolgorò nel debut del 2003, e pure (che diamine! L’impressione iniziale muta al bello!) l’incisiva “Brotherhood of sleep”. Ma il pezzo forte della collection è rappresentato da “Dawn of the dead”, ovvero la hit della loro più recente fatica discografica “Icon in eyes”. Coi suoi oltre sei minuti di durata risultava un pochino scomoda per i diggei, ed allora ecco pronte alcune versioni adattissime ad incendiare i dance-floors, come la single-mix, mentre non mi è piaciuta per nulla la “Dead bodies dancing mix”, con quell’irritante vocoder; molto meglio la “Aftermath”! Intrigante assai l’inedito strumentale “Pitch black”, completano il bignamino “Watching demons (version 2009) e “Zeit und traum (Orchestral version). Magari perfezionando la formula, chissà che non si conquisti infine la promozione!

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