Diary of Dreams: (if)

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Ver Sacrum A solo un anno e mezzo di distanza da Nekrolog 43, è già tempo di un nuovo album per i Diary of Dreams. L’ultimo capitolo della discografia del progetto di Adrian Hates è (if), ottimo lavoro che, se da un lato non riserva nessuna particolare sorpresa ai fans dei Diary of Dreams, al tempo stesso ribadisce l’eccellente livello qualitativo della loro musica. Il modus operandi della band tedesca segue ancora una volta i binari di una simbologia criptica ed oscura per rappresentare i sogni/incubi di Adrian Hates. La musica è al solito ottima: dodici brani di darkwave che alternano malinconia e tristezza ma anche squarci di luce e rabbia; volendo fare qualche titolo, citazioni per l’iniziale “The wedding”, “Poison breed”, “Choir Hotel”, “Wahn!Sinn”, “The Chain”, ma si tratta di un album che non accusa passi falsi e che si mantiene su un livello d’eccellenza dall’inizio alla fine. Il disco è al solito, imperdibile sia per la musica che per l’artwork come sempre curatissimo: la “limited edition” ci offre infatti un box di cartone che include due cd (il secondo, G(if)t, esclusivo per questa versione, contiene quattro brani assolutamente ottimi, in particolare “Momentum” e “Regicide”), uno splendido booklet di 46 pagine con tutti i testi, belle foto ed un poster double-face. L’ennesima gemma dei Diary of Dreams ed un disco che ha ottime possibilità di finire nella mia personale Top 5 di fine anno.

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