Epochate: Chronicles of a dying era

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Ver Sacrum I martelli degli Dei percuotono instancabili incudini colossali, forgiando armi dalle fogge sconosciute che legioni d’esseri infernali vomitate dai ventricoli oleacei d’una Terra ammorbata, brandiranno nell’ultimo attacco all’umanità annichilita dalla sua stessa ignavia, tra morte e caos primordiale. Intro cupissime che paiono tratte dai lavori più autarchici della CMI (“1600 A.D.”, “Needle hive”, “The flood”), un percussionismo profondo ed abissale, un impasto di suoni grandiosi ed immaginifici caratterizzano un lavoro arricchito da una produzione perfetta, scintillante, risaltante ogni singolo aspetto di questo multiforme Chronicles of a dying Era. Ottimo il giuoco di squadra praticato da Victor Love (Dope Stars Inc. e producer sempre più apprezzato) e Noras Blake (Edenyzed, Spineflesh), le visioni apocalittiche evocate dalle nove canzoni che compongono la possente ossatura del disco vengono inoltre ulteriormente levigate dall’accurato mastering operato da John Golden nei suoi studi californiani, donando all’opera un respiro internazionale. La voce glamour di Victor ed il sound vischioso che la sostiene parrebbero una forzatura, messe così assieme, in vece risultano la vera e propria carta vincente calata da CoadE, che in alcuni episodi (“Substantia”, “Introspection”) rimanda ai DSInc. senza apparir auto-referenziale, la grandeur cinematografica di “Creators” e della coda strumentale “Of shade and light” richiamano invece i Punish Yourself alle prese colla rielaborazione della sound-track di “Last of the Mohicans”; la title-track, “Burning” e la già citata “The flood” sono epiche e dannatamente dark, ma il disco si fa apprezzare nella sua totalità. E ricordate che “Epochate non è un nuovo inizio/Epochate è la fine”…

Per informazioni: www.subsoundrecords.it
Web: http://www.epochate.com
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