Wumpscut: Fuckit

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Ver Sacrum Quando ormai avevo perso ogni speranza, ecco un buon album di Wumpscut! Ebbene sì, dopo quattro o cinque dischi decisamente mediocri (pubblicati uno in fila all’altro con regolarità annuale a cui non si sottrae nemmeno la nuova release), ecco Fuckit, album che restituisce un minimo di credibilità al progetto di Rudy Ratzinger. Ogni confronto con i leggendari primi album di Wumpscut va ovviamente evitato, ma se ci limitiamo ad un bilancio da Bone Peeler ad oggi, Fuckit fa la sua discreta figura; brani come “The Boo” e “Pooch” sono graffianti come ai bei tempi, “Cut to see how much I bleed” è una pregevole elettro-ballad, mentre “Autophagy day” è uno dei migliori pezzi scritti da Rudy in questi anni. L’album perde qualche colpo nella sua seconda metà, dove ci si perde in pezzi quasi esclusivamente strumentali ed un pò prolissi, salvo assestare un bel colpo in chiusura, con la tetra “Gulag”. Pur stilisticamente legato al trend dei dischi precedenti, Fuckit ha indubbiamente una marcia in piu’ rispetto a questi ed ha le carte in regola per farsi apprezzare anche da chi non aveva lesinato critiche alle ultime produzioni di Rudy Ratzinger.

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