Rossometile: Terrenica

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Ver Sacrum Confesso la mia atavica riluttanza riguardo l’uso dell’italico idioma in ambito rock che, a parte qualche piacevole eccezione, contribuisce troppe volte a rendere per lo meno anonimi lavori che avrebbero meritato ben altra considerazione, tralasciando l’aspetto non marginale della più ampia diffusione delle opere stesse. Rossometile non si piegano a ragioni di mercato, prediligendo la madre lingua anche per meglio esprimere le proprie visioni, mirabilmente musicate per mezzo di un rock progressivo che esula dalla solita ed iper-sfruttata formula di dreamtheateriana matrice, andando a ricercare emozioni e sensazioni che insiemi quali i nostrani Novembre o Klimt 1918 hanno abbondantemente distribuito nel corso delle loro discografia. La bella voce di Angela Grassi si distende su tessuti di buona fattura, dall’intreccio non troppo ostico, favorendo la massima fruibilità del costrutto sonoro. Anche se a volte il quartetto indugia troppo su apporti melodici che alla fine rivelano un ordito allentato (troppo miele fa male…), brani come “In viaggio”, “La grande Piramide” (diviso in due parti, la seconda strumentale) e “L’inizio di una catastrofe” ci fanno concordare circa la piena sufficienza da attribuire a Terrenica.

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