Alien Vampires: Fuck off and die

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Ver Sacrum Di ritorno da uno dei loro innumerevoli viaggi interstellari, i “visitors” capitolini ci hanno portato un simpatico cadeau, efficacemente intitolato Fuck off and die. Non è ben chiaro a chi sia rivolta la benevola asserzione, ma in realtà poco importa perché l’oggettino in questione è un gran bel manufatto, e ben si allinea con quanto prodotto in precedenza da Nysrok Infernalien e NightStalker. I vecchi lavori degli Alien si sono sempre fatti notare per le cover trucide (stavolta fa bella mostra di sé una minacciosa cyber-satanic-nun…), per la varietà dei pezzi e per il loro essere perfidamente acchiappanti e impossibili da ignorare se li si ascolta in contesti discotecari, ma state tranquilli perché anche il nuovo non fa eccezione. In poche parole il cd è “100% musica per il dancefloor”, come reciterebbe un ipotetico spot pubblicitario: gli ottimi “Resistance ain’t futile” e The convent burns”, ad esempio, colpiscono per le loro atmosfere cupe ed hanno un non so che di inquietante, mentre la titletrack è il classico “spaccacervelli” che tutti gli electro-freaks si ritroveranno a ballare un sacco di volte nei mesi a venire. Insomma, il noise-harsh-trance (che ogni tanto si “insaporisce” di true black metal) dei vampiri alieni funziona che è una meraviglia, e il fatto che i nostri siano dei musicisti a tutto tondo rende il disco molto più centrato, convincente e ricco di sfumature rispetto a tante uscite similari. Ad impreziosirlo c’è poi la presenza, in alcuni brani, di special guest prestigiosi come Johan V.R./Suicide Commando, Jouni/In Slaughter Natives e Jan/X-Fusion/Noisuf-X, che sono un valido motivo (ma certo non l’unico né il più importante…) per andare a farsi un giretto sul pianeta degli AV. Impressionano parecchio i progressi che questi ultimi hanno fatto in pochi anni, e non è esagerato dire che all’estero, una realtà del genere, ce la invidiano…

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