Artesia: Llydaw

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Ver Sacrum Broceliande è una foresta che si trova in Bretagna, non lontana dalla città di Rennes, famosa per gli amanti del folklore celtico e del ciclo arturiano per essere al centro di molte leggende (ad esempio sarebbe qui imprigionato per l’eternità Merlino, e pare che ogni abitante della zona sappia anche esattamente dove); Broceliande è anche il luogo da cui provengono gli Artesia che, immagino che a questo punto non ci si possa stupire, sono dediti a sonorità eteree. La scena in cui si inseriscono è ormai ricca e, in molti casi, fin troppo svalutata da produzioni in alcuni casi non degna delle altisonanti note che le accompagnano. Non è questo, però, il caso di questo trio francese, che giunge al suo terzo lavoro dopo alcuni radicali cambiamenti: la violinista Gaëlle ha deciso di allontanarsi mentre si sono uniti alla fondatrice Agathe altri due musicisti, Loïc (ex membro del gruppo metal Belenos) e una giovane violinista, Coralie. La musica degli Artesia è caratterizzata da suoni molto morbidi e suadenti, in lente e piacevoli evoluzioni, caratterizzate da una base creata dalle tastiere e dal violino su cui si adagia la bella voce di Agathe con me sue melodie carezzevoli. Il riferimento che mi viene più spontaneo citare è senz’altro quello dei primi Arcana, quelli di Dark age of reason anche se con un minor influsso delle sonorità medievali, anche se talvolta il suono si fa più pieno e sostanzioso e mi ricorda l’opera prima degli Anchorage. Non si può certo dire che si tratti di un’opera originale né tantomeno innovativa ma il suo ascolto è veramente piacevole e non presenta praticamente nessuno dei difetti che tipicamente rovinano produzioni di questo genere, come l’eccessiva ampollosità o l’impressione di utilizzare suoni posticci; una bella produzione, che conferma una volta di più l’ottimo livello di qualità delle formazioni che incidono per Prikosnovenie.

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