Decadence Special

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Faderhead

Faderhead a Bologna, Foto di Grendel

Puntuale come ogni anno è arrivato il momento del Decadence Special, ovvero l’unico extreme-party dove si può, in una sola notte, ballare con i migliori dj della scena, assistere a concerti dal vivo di band blasonate e gustarsi performance che vanno dalla body-art (talvolta al limite dello splatter…) all’erotic-fetish-burlesque. Come al solito in giro si è visto un po’ di tutto, dai sosia di musicisti famosi fino alle drag-queens passando per gli onnipresenti gothmetallari e i cyberfreak, ma il dato più inquietante che la serata ha fatto registrare è stata la presenza di una nutrita schiera di trucidi “manzi da discoteca”, della serie testosterone a mille e zero neuroni, per non parlare poi di come erano conciati!

L’apertura è toccata agli Skeletal Family, che purtroppo si sono esibiti davanti a poche persone perché il grosso del pubblico doveva ancora arrivare. Dal punto di vista tecnico gli storici gothic-rockers inglesi sono stati protagonisti di una buona performance, ma per ciò che concerne la presenza scenica non si può certo parlare di un concerto intensamente vissuto: non so se i componenti della band siano rimasti male per il distacco con il quale sono stati accolti dai presenti, o se il caldo pazzesco gli aveva tolto tutte le energie, fatto sta che a noi “avventori” è parso di stare nella loro sala prove invece che in un bel locale italiano… Per la scaletta completa vi rimando al termine dell’articolo, dove troverete anche quella della vera attrazione musicale della serata, o meglio di colui che ha saputo focalizzare l’attenzione dei fan, facendoli divertire e scatenare grazie a un live infuocato e ad un modo di fare diretto e coinvolgente.

Dopo il dj set di Tying Tiffany è stata infatti la volta di Faderhead, simpatico “ragazzone” che sul palco sa bene come starci, e sembra non lasciarsi intimidire da nulla e da nessuno. Al suo fianco Marco Visconti/Azrael, ormai vero “uomo-prezzemolo” della scena visto che non si contano più le sue collaborazioni con electro-acts di chiara fama: come già avevo avuto modo di notare durante un recente concerto degli XP8 (che, per i pochi ancora all’oscuro del fatto, sono da anni il suo gruppo principale…) il nostro sta tirando fuori sempre più grinta, cosa peraltro dimostrata anche nel corso di questo show in compagnia del musicista di Amburgo. Quest’ultimo, poi, non trova mai fermezza e ha un bel modo di approcciare il pubblico, intrattenendolo sia con i suoi pezzi (se date un’occhiata alla setlist potrete notare che ha proposto un bel mix di brani tratti dai tre dischi sinora realizzati, ovvero “FH1”, “FH2” e “FH3″…) che con un tot di chiacchiere, incluso un commento finale sul suo rocambolesco viaggio dalla Germania fino a Bologna, e sul fatto che era valsa la pena farlo vista l’accoglienza tributatagli dai fan italiani.

A seguire sono saliti sul palco i ragazzi del Teatro delle Sofferenze, che hanno proposto il loro impressionante (e decisamente bello) spettacolo di carnal body art e fachirismo, durante il quale si sono infilzati in ogni dove con dei lunghi spilloni, oltre ad auto-prelevarsi sangue e sdraiarsi su un “letto” di vetri rotti. La cosa è durata pochi minuti ed è stata molto intensa, per lo meno per chi ama questo tipo di esibizioni (lascio a voi qualsiasi interpretazione psico-antropologica su pratiche di tal genere…), e aggiungo che è stato esilarante vedere le facce attonite dei “machos” di cui sopra mentre avveniva il tutto. Forse quei poveretti si sono ripresi dallo shock solo quando hanno assistito alla sfiziosa fetish-performance di RubberStar e coloratissimi colleghi, senz’altro uno dei momenti clou della serata per ciò che concerne l’aspetto prettamente “visual” e iconografico.

Concludo infine con un paio di considerazioni generali, anche se di argomento assai diverso. Vorrei infatti segnalare la presenza della sosia di Emilie Autumn e di quello di Karl “ZooG” Learmont degli Angelspit, che tra l’altro erano tra i meglio vestiti dell’intero mucchio, e aggiungere che una cosa, tra le innumerevoli curiosità e stranezze osservate in giro, mi ha davvero colpito. Tra i tanti tatuaggi che il performer del Teatro delle Sofferenze ha sul corpo ci sono infatti diverse frasi, ma una in particolare si fa notare più delle altre. Sul suo fianco destro, riempite con inchiostro rosso, ci sono tre semplici parole: “Odio me stesso”.

NB: Troverete ulteriori foto della performance del Teatro delle Sofferenze nello speciale fotografico, attenzione però perché si tratta di immagini molto crude la cui visione è consigliata solo a chi è di stomaco forte!!

Setlist concerto Faderhead:
Girly show
Break apart again
Acquire the fire
Electrosluts extraordinaire
Burning/Dancing
Houston
Vanish
Hammer of the Gods
O/H Scavenger
Zigzag machinery
Noisebastardz
Dirtygrrrls/Dirtybois
TZDV
Coke for my ass

Setlist concerto Skeletal Family:
Chop chop
Best friends
Never there
Love hope & despair
So sure
Delerium
Promised land
Peripheral vision
She cries alone
Voices
Lies
Wind blows
Black ju ju

Il Teatro delle Sofferenze a Bologna, Foto di Grendel

Links:

Faderhead : sito ufficiale

Faderhead @ MySpace

Skeletal Family: sito ufficiale

Skeletal Family @ MySpace

RubberStar @ MySpace

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