Doomraiser: Erasing the remembance

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Ver Sacrum Fautori del doom più limaccioso e stordente, i romani Doomraiser (conservo il loro settepollici “The old man to the child” come una pretiosa reliquia) tornano ad investire i nostri padiglioni auricolari col loro moloch soniko, opponendo a quanti, troppi hanno travisato i veri valori della musica del destino una serie di tracce frastornanti ed ovviamente rallentate a dovere. L’inquietante “Pachidermic ritual” fa da degna intro a Erasing the remembrance, disco asservito al verbo che fu/è di Saint Vitus e degli alfieri della caduta (con onore!) Hellhound Records, e sono certo che il grande Wino si specchierà in “Another black day under the dead sun” (titolone, mi genufletto!) e nelle sadiche scudisciate che la seguono. Una processione lenta ed inesorabile che ci porta direttamente al pulsante cuore di questo genere (?) che non morirà mai, e che, pur frangendosi in mille rivoli, ritrova sempre la sua via maestra, in una sorta di fratellanza mistica che congiunge autori ed adepti sotto una unica, nera volta. Le rutilanti “The raven” e “C.O.V. (Oblivion)” sono episodi da annoverare come fra i meglio riusciti del lotto, l’incipit di “Vanitas” (quindici minuti) agghiaccia, coi suoi rimandi settantiani, nulla residuerà di noi, solo un pugno di cenere, sparsa al vento, l’interpretazione del singer Cynar è maestosa, “Rotten river” si scinde in due movimenti deliranti nel loro ciondolante avanzare, ma il passo solo apparentemente è incerto, e nel finale circolare, avvinghiato su se stesso come le spire di uno spietato costrittore, vi parrà d’impazzire, scivolando inesorabilmente in un vortice di malata putredine psych (la parte II, “On the first day of a new dark year for the world 01/01/08”, se non è insania questa…). Sì, lo so, quante volte abbiamo ascoltato questi riff, questo cantato salmodiante, questo rintronare del basso e della batteria… ma potremmo poi farne a meno? E’ doom, ed a noi sta bene così.

Per informazioni: www.blackwidowrecords.it
Web: http://www.bloodrockrecords.com
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