Esplendor Geométrico: Polyglophone

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Ver Sacrum Ultima ristampa è Polyglophone, 1996, tra i tre quello che recupera un suono maggiormente ostile, che colpisce duro fin dall’apertura affidata alle trapanazioni di “¡Máz Luz!”. La dose è rincarata da “Hemen Nago”, un brano per il quale la Ant-Zen avrebbe fatto carte false pur di averlo in catalogo. In generale il suono del disco è spinto molto più verso il rhythm noise che l’industrial, mantenendo il comparto ritmico sempre in bella presenza come marchio di fabbrica del gruppo. A interrompere il flusso ci sono solo la demente “Acción Automática” e l’ipnotica “Medición Electrica”, perché si riparte subito con il martellamento di brani come “Control De Vigilantes” o l’ironica “El Gran Salto Adelante”. Personalmente preferisco gli Esplendor Geométrico più industriali e meno techno, ma non si può negare che Polyglophone sia un altro importante tassello in una discografia variopinta e sempre di alto livello.

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