Madina Lake: Attics to Eden

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Ver Sacrum I platinati gemellini Nathan e Matthew Leone tornano alla carica con un lavoro nuovo di zecca, che ha il difficile compito di non far rimpiangere l’ottimo debut del 2007, grazie al quale si erano imposti all’attenzione dei fan di rock alternativo e dintorni. L’opener “Never take us alive” è una delle cose più belle sentite da parecchi mesi a questa parte, con tanto di ritornello ultra-efficace e ritmiche da paura, ma i due brani seguenti lasciano un po’ perplessi per il loro eccessivo tendere verso soluzioni pop scontate e ruffiane (vedi ad esempio il sound “alla Fall Out Boy” di “Legends”, che svilisce un pezzo altrimenti gradevole). Le cose vanno molto meglio con il successivo “Criminals” ma cambiano ancora nel caso dello sdolcinato e fin troppo perfettino “Through the pain”, e proseguendo nell’ascolto ci si rende conto che la stessa situazione si ripete di continuo, con episodi più tosti che si alternano a cose fatte apposta per far volare il disco verso i primi posti delle classifiche di vendita. Intendiamoci, Attics to Eden è un album di ottima fattura, caratterizzato da suoni pieni, levigati e scintillanti, ma a mio parere la produzione di David Bendeth ha un po’ stravolto la vera natura della band di Chicago, che agli inizi era molto più “alternative” che pop… Anche le capigliature sparate dei fratelli Leone hanno subito un ridimensionamento, e purtroppo l’impressione è che i cambiamenti di musica e look siano solo il frutto di un’abile (ma palese) strategia di marketing.

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