The Cold: Last Embrace

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Ver Sacrum Se siete appassionati di dark rock vecchia maniera, “Last embrace” fa per voi, garantito. Se invece ritenente questo genere ormai desueto, passate oltre, tenetevi alla larga da questo disco e sopra tutto dalle mie bislacche considerazioni (beh, consiglio sempre valido). L’irruenza molto brit infusa in queste canzoni dai cinque di Francoforte (start nel lontano 1997, erano un quartetto allora) li accosta ai grandi Ordeal By Fire (ce la faranno a pubblicare il loro nuovo disco? Io incrocio le dita!), il grande lavoro delle chitarre, il basso assassino, la batteria squadrata, e quel cantato enfatico, epico, beffardo in una punta, li elevano tra i pochi e più quotati esponenti del settore. “Profane advice” non poteva meglio rappresentarlo in quanto opener, “What would you say” è veloce e travolgente, Last embrace è davvero un gran disco, e non mancano riferimenti ai Cure (“Pain i still inside”), mentre la cover di “Set the controls for the hearth of the sun” lascia intravedere le evidenti similitudini coi loro conterranei The House of Usher. Se “After all”, il loro esordio del 2004 via Sonorium, li pose all’attenzione del grande pubblico, stazionando per cinque settimane nella GAC, e vantando la collaborazione di Monica Richards e di Andi Sex Gang, Last embrace non può che costituire un ulteriore passo in avanti, grazie alla solidità della sua struttura ed alla assenza totale di riempitivi.

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