Aa.Vv.: Sky so grey - A Boston dark music compilation

0
Condividi:

Ver Sacrum Pensando a Boston mi sovvengono, chissà perchè, i Minutemen. Beh, quand’ero giuovine erano considerati imprescindibili da più d’un mio sodale, ispecie fra i più accorti. Eppoi ci sono best-seller Aerosmith, ancora sulla breccia anche se tanti loro coetanei si stanno godendo la pensione. Indubbiamente il Massachusetts vive nell’ombra ingombrante di Nuova York e delle sue scene ribollenti, e questa compilazione, nella sua modestia, intesa non come contenuti, ma come sorta di pudore, quasi che si sia scelto volutamente un profilo low, conferma che sì, a Boston si suona e pure bene, che le idee non difettano di certo e vengono pure sviluppate, manca però un riferimento preciso, un nome decisivo che possa emergere. Intendo in ambito dark, come indicato nel sottotitolo di Sky so grey, anche se questo termine è da considerare assai alla larga, come direbbe mia madre. Ideatore è Mathew Fuller dei Seven Sunless Days e degli Scissorkiss (entrambi i casi è un ex), i pezzi affastellati uno sopra l’altro con cura artigianale sono quattordici, si spazia dal dreampop, all’ethereal, al grunge virante seppia, non mancano effluvi gothic o divagazioni shoegaze… Buone prove dalla psichedelica poppeggiante degli Amber Spyglass, dai citati Seven Sunless Days, dai The Milling Gowns e da Thylacine e da Walter Sickert & the Army of broken Toys, stendiamo un velo sull’imbarazzante “Ave Maria” dei Dreamchild, Melt e Lucretia’s Daggers riportano la media al di sopra della sufficienza. Da una operazione siffatta, pretendere uniformità sarebbe utopia, questo bel compendio è utile come tale, per effettuare una ricognizione su territori altrimenti poco battuti. What Time Is It Mr. Fox prediligono atmosfere rilassate, con una batteria jazzy a dettare il ritmo blando di una pop song piacevole, ma nulla più, il vocione fondo di Mark McGettrick caratterizza la sua “Greening”, questa sì goth dai riferimenti brit, “To lure the swans and flies” dei Twelth Of Never (complimenti per l’originale nick!) è dark all’ennesima potenza, indubbiamente l’highlight del lotto, è una ballatona che piacerà anche agli appassionati del female-fronted-goth-metal (!!!!) tanto in voga, Sharon Crumrine le tiene testa a fatica (bell’esercizio a la Satie, ma “Nightporter” dei Japan si pone ovviamente su ben altro livello, per un pezzo che non decolla, complice una parte più dinamica che tende troppo all’auto-indulgenza), Aepril Schaile & The Judgement vorrebbero fare del brechtiano kabarett, ma pur troppo per loro falliscono la prova (Amanda Palmer se li pappa), Ultra Plush con “Celestine dream” strizzano l’occhio al catalogo Projekt. Non è possibile, ripeto, stilare un giudizio uniforme, nel complesso la prova tiene ed adempie al compito affidatogli.

Condividi:

Lascia un commento

*