Aethere: In coma

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Ver Sacrum Aethere è un progetto che Ver Sacrum segue fin dai suoi esordi, con il lavoro autoprodotto Pulvis et umbra sumus…; ad oggi, questo è il quarto CD che mostra, ancora una volta, la continua evoluzione di questo musicista nostrano e ne evidenzia ancora una volta le qualità compositive. Per i più distratti credo sia utile ricordare che ci troviamo nella contea desolata del dark ambient; se in origine l’influenza da parte dei corrieri cosmici tedeschi era notevolmente vistosa, oggi il suono si è ulteriormente scurito e stratificato, e tali ascendenti, pur ancora presenti, sono meno appariscenti. C’è il gusto dell’arrangiamento complesso, del suono pieno e intenso, che soffoca per eccessiva pressione piuttosto che per mancanza d’aria, come accade nei casi in cui è il minimalismo sonico a farla da padrone. In coma è articolato in sei brani piuttosto lunghi, per una durata complessiva di una cinquantina di minuti, per i quali viene confermata la tendenza, nata con il precedente lavoro, a non dare titolo; “Part V” sembra distinguersi dal resto per una vena più psichedelica rispetto agli altri brani, dovuta probabilmente al suono dilatato di una chitarra e di un organo. Ulteriore eccezione è il sesto ed ultimo brano, l’unico ad essere dotato di un titolo (“I am fucking dead”, dedicato a Marco Corbelli): non c’è però da aspettarsi che tale tributo sia nello stile power electronics di Atrax Morgue: si tratta invece di una lunga spirale sonora che avvolge l’ascoltatore riempiendolo di angoscia e inquietudine. Nel complesso, Aethere conferma le ottime qualità della sua proposta sonora, caldamente consigliabile agli amanti del genere.

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