IANVA: Italia: Ultimo Atto

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Ver Sacrum Due anni dopo il mcd L’Occidente, ecco finalmente Italia: Ultimo Atto, attesissimo secondo album di Ianva. Nel corso di quattro anni d’esistenza, la band genovese ha messo a fuoco uno stile unico e personale col quale ha conquistato un seguito di fans ed estimatori assai vasto e chiunque abbia confidenza con la loro musica sa quanto questo successo sia meritato. Se il primo album Disobbedisco! era incentrato sulla persona del Maggiore Renzi ed i tragici giorni dell’impresa di Fiume, il nuovo album è invece un viaggio attraverso la storia italiana dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi: tredici episodi per mettere a fuoco il decadimento morale di questo Paese, con uno sguardo al solito preciso, attento e (giustamente) impietoso. Rispetto alle atmosfere marziali del primo album, ora si privilegia uno stile cantautoriale e cinematografico che paga pegno in primis a maestri come De Andrè e Morricone; al solito le liriche di Mercy sono poetiche, ficcanti ed impeccabili: con precisione chirurgica descrivono le squallide vicessitudini di un Paese in caduta libera. Da sottolineare al tempo stesso l’interpretazione vocale di Stefania D’Alterio e le musiche di spessore assoluto del gruppo genovese, in cui spiccano trombe, fisarmoniche e chitarre: un sound orchestrale d’altri tempi, per un progetto ambizioso che sfugge ad ogni classificazione e che si conferma come punto di riferimento ormai imprescindibile per la musica “alternativa” italiana. Il disco si apre con “Prologo”, con la voce di Enrico Silvestrin ad interpretare un brano tratto dalle “Lettere Luterane” di Pier Paolo Pasolini: un testo tristemente profetico dei tempi che viviamo e che in fondo descrive l’atmosfera di tutto questo concept-album. Le successive tappe ci portano ai bombardamenti di Genova del 1942 (“Galleria delle Grazie”) alla guerra civile (“Dov’eri tu quel giorno?”, “Negli occhi di un ribelle”, “Luisa Ferida”, “La Stagione di Caino”), alla tragedia delle foibe (“Bora”), al caso Montesi (“In compagnia dei lupi”) apripista di tanti scandali “insabbiati”, agli anni di piombo (“Cemento armato”, “Pasionaria”), al delitto di Pasolini (“Piazza dei Cinquecento”), alle stragi di Stato (“L’estate dei silenzi”) alla penosa realtà attuale (“Italia: ultimo atto”); il risultato è un kolossal di rara intensità drammatica che non può che lasciare a bocca aperta, tanto per la bellezza dell’opera, quanto per lo squallore delle italiche vicende qui raccontate. Citazione finale quindi per l’ottimo artwork: digibook di 28 pagine con tutti i testi, belle illustrazioni e introduzione storica ad ogni brano: una breve ma imprescindibile guida all’ascolto che agevola la fruizione dell’opera. Dopo Disobbedisco!, un altro capolavoro!

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