The Eternal Afflict: Ion

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Ver Sacrum Dopo aver “riesumato” negli scorsi mesi il loro vecchio hit “San Diego”, gli Eternal Afflict tornano con il nuovo album Ion, disco che ci mostra una band in forma, che non vive solo sulla gloria dei vecchi “hits”, ma che ha ancora delle cose da dire e che sa ancora colpire l’ascoltatore con brani graffianti e piacevoli. La band tedesca è stata una delle colonne portanti dell’elettro-goth e in questo disco ribadisce il suo ruolo storico, grazie a brani trascinanti come “Hatelove”, “What will be tomorrow”, “Thorn”, “Suicide Kingdom”, “Lost”, ecc… capaci di rinnovare lo smalto dei bei tempi andati. Un elettro-sound avvolto nell’oscurità, con la caratteristica voce di Cyan sempre in evidenza. Come da copione i brani piu’ “pompati” si alternano con gli episodi maggiormente “oscuri” (“Still run red”, “Six million ways to die”, “Eht Lanrete Raw” e la conclusiva, strumentale, “Drama for one”), per un album decisamente di buon livello, sicuramente il miglior disco degli Eternal Afflict dai tempi di Trauma Rouge. La prima tiratura dell’album (limitata a 2.000 copie) è un doppio cd: nel secondo dischetto troviamo altre quattro tracce, tra cui spicca il remix di “Suicide Kingdom” a cura dei Feindflug. Purtroppo, oggi e non solo, il successo di un disco può essere deciso da quanto una band o un certo sound, siano “di moda” e gli Eternal Afflict certamente “di moda” non lo sono da un pò, ergo, Ion rischia di passare piuttosto sotto silenzio o di attirare l’attenzione solo di qualche nostalgico (ogni riferimento a chi vi scrive è voluto) dell’ondata elettro-goth dei primi anni ’90. Sarebbe un peccato…

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