Italia Wave Love Festival

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Placebo

Placebo a Livorno, Foto di Grendel

Dopo la ben poco riuscita edizione dello scorso anno, l’Italia Wave festival è tornato agli “antichi splendori” (quelli di quando, per intenderci, si chiamava ancora Arezzo Wave…) proponendo bill varie e interessanti, comprendenti nomi di assoluto rilievo nel panorama alternative-rock mondiale. All’evento hanno partecipato, come di consuetudine, band di generi assai diversi, per cui l’articolo riguarderà soltanto quelle che hanno più attinenza con gli argomenti solitamente trattati nelle pagine di Ver Sacrum.

Per la suddetta ragione salto a piè pari la descrizione del concerto dei pur bravi Marta Sui Tubi, esibitisi come terzultimi nella giornata di venerdì 17 luglio, e passo direttamente ai britannici Pure Reason Revolution, che hanno avuto il non facile compito di precedere in scaletta i Placebo, acclamati a gran voce da una folla di persone arrivate a Livorno soltanto per loro. Musicalmente i PRR sono risultati convincenti, difatti il loro electro-rock-pop è apparso fresco, gradevole e ben strutturato, peccato però che il quartetto sia fin troppo insulso per ciò che concerne il modo di proporsi nei confronti del pubblico, e abbia una presenza scenica di livello pari allo zero.

Ben diverso, invece, è il discorso riguardante l’impatto che i Placebo hanno sui loro fan quando suonano dal vivo: Brian Molko, Stefan Olsdal e il nuovo acquisto Steve Forrest (e che acquisto, visto che il biondo e iper-tatuato drummer californiano è un vero martello, e la sua performance rende i brani della band ancora più intensi e corposi…) hanno una presenza carismatica, e pur non muovendosi moltissimo riescono comunque a riempire il palco in maniera quasi perfetta. Rispetto poi al precedente tour italiano, il cantante/chitarrista è apparso più in vena e sorridente, anche se poi non ha mancato di lanciare una frecciatina al pubblico invitandolo, almeno per un po’, a non preoccuparsi troppo di far foto e a godersi lo show. Sulla scaletta niente da dire, in un festival così importante come l’Italia Wave i nostri non potevano che proporre un bel greatest hits e così hanno fatto, per cui vai con “The bitter end”, “Meds”, “Special K”, “Song to say goodbye” e con le recenti “Ashtray heart”, “Battle for the sun” e “For what it’s worth” (tratte, ovviamente, dall’ultimo disco del gruppo…), solo per citare qualche titolo. Tutto molto bello insomma, anche perché fra i tre che ho visto sinora questo è stato il loro miglior concerto, durante il quale tutto è filato liscio e le soddisfazioni non sono certo mancate.

Mi inserisco nella recensione di Grendel (è Christian Dex che scrive) per commentare l’esibizione degli Offlaga Disco Pax. Il gruppo emiliano continua nel suo percorso di crescita musicale e in ogni performance dimostra sempre più dimestichezza e una maggiore confidenza sul palco. Nonostante la staticità della loro presenza scenica, che in un palco enorme come quello del Festival poteva rappresentare un handicap, i tre Offlaga hanno conquistato come al solito grazie alla forza dei loro pezzi, quelle storie di vita talvolta esilaranti (su tutti “Dove ho messo la Golf?” proposta anche stasera) e talvolta tenere e struggenti. Musicalmente nell’esibizione di oggi gli Offlaga si sono fatti accompagnare dal trio d’archi italo-francese Ginko Narayana, che ha saputo donare un tocco in più alle sonorità electro-rock della band. Simpatica, anche se a descriverla a parole sembra una mezza buffonata, la performance di break-dance del ballerino Lizard, che si è esibito sulle note di “Onomastica”. In breve, ancora una conferma per gli Offlaga Disco Pax. (Christian Dex)

Offlaga Disco Pax

Offlaga Disco Pax a Livorno, Foto di Christian Dex

Il giorno seguente lo stadio livornese era già piuttosto pieno prima delle 22.00, quando sul palco si è esibito il noto dj Marco Passarani, autore di un set che probabilmente sarà piaciuto al pubblico discotecaro ma nei confronti del quale i tanti fan dei Kraftwerk sono rimasti abbastanza indifferenti. Vedere dal vivo la band tedesca è un vero evento, non solo perché fa un certo effetto trovarsi di fronte i “padri” della musica elettronica moderna, ma anche perché lo spettacolo è di prim’ordine, con un muro di led che sta alle spalle dei quattro (proponendo immagini in tema con i pezzi eseguiti…) e una scenografia che definire pulita ed essenziale è dir poco. Era la seconda volta che assistevo a una loro performance, e quindi sapevo già come sarebbero andate le cose, ma quando il sipario a un certo punto si è chiuso per poi riaprirsi e mostrare quattro manichini robotizzati (che sostituiscono Ralf Hütter e compagni durante l’esecuzione di “The robots”…) ho provato una grande emozione. Come già successo per i Placebo, anche in questo caso è stato proposto un bel greatest hits, da “Radioactivity” a “Trans-Europe express” passando per “The man-machine”, “Computer world”, “Tour de France”, “Aéro dynamik”, “Vitamin”, “Autobahn”, “Music non stop”, “Computer love” (il brano da cui i Coldplay hanno “attinto” per realizzare il loro singolone “Talk”…) e altri ancora. Un pezzo di storia della musica e un concerto magnifico, che altro si può aggiungere?

A seguire c’è stato il lungo laptop set di AphexTwin/Richard D. James, pure questo atteso da parecchia gente dato che l’autore di “Come to daddy” non è mai capitato troppo spesso dalle nostre parti (basti pensare che ho parlato con una persona venuta in aereo da Bari soltanto per vedere lui!!). Anche qui gli effetti luminosi non sono mancati, benché di genere molto diverso dai precedenti visto che le immagini si susseguivano a grandissima velocità sui vari schermi, per non parlare del sound devastante che ha “spettinato” anche chi stava a decine di metri dal palco. Immagino già la disperazione di chi abita nei pressi dello stadio, perché i bassi erano talmente potenti da far tremare tutto, inoltre c’è da dire che l’atmosfera creatasi durante il set aveva un qualcosa di irreale, perché tra luci ipnotiche e suono martellante ci si sentiva “stonati” pur senza aver calato o bevuto nulla!!

E sempre per la gioia degli abitanti della zona, la serata è andata avanti con un altro dj set (iniziato praticamente alle due di notte!!), ma io concludo qui questo (parziale) resoconto del festival labronico, nella speranza che anche il prossimo anno ci saprà dare le stesse soddisfazioni…

Links:

Aphex Twin: sito ufficiale

Kraftwerk: sito ufficiale

Kraftwerk @ MySpace

Offlaga Disco Pax: sito ufficiale

Offlaga Disco Pax @ MySpace

Placebo: sito ufficiale

Placebo @ MySpace

Pure Reason Revolution @ MySpace

Altre foto su Flickr: Italia Wave Love Festival a Livorno 17-18/07/2009 @ Flickr

Kraftwerk

Kraftwerk a Livorno, Foto di Grendel

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