Life In Sodom: Alone

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Ver Sacrum Sicuramente da non annoverare fra le perle di questo 2009, Alone dei LiS (giunti ad un passo dal ventennale!) evidenzia una manifesta uniformità, alla quale non pone certo rimedio la monocorde voce del cantante. Brani che superano la sufficienza ci sono (“Faction”, “Violenza”, “Dead memories” salvata dalla, questa sì, gradevole voce femminile, la stessa title-track), altrove i nostri prendono a prestito idee già sviluppate da ben più celebri insiemi. “Tied tomorrow” ruba l’incipit alla “Vienna” dei maestri Ultravox (ai quali i nostri in parte si ispirano), “The new year” è piece acustica che tanto deve ai Bauhaus, senza però esplorare l’intensità emotiva di analoghe creazioni a nome Murphy e Co. Dimenticavo “Young waste”, per il resto, v’è poco da aggiungere. Melancolia distribuita senza risparmio nel corso di ogni singolo episodio, forse un EP (come il predecessore, da noi già trattato, “And then we fall…”) si sarebbe rivelato mossa meglio centrata ed opportuna. Comunque di materiale sul quale lavorare ve n’è.

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