Outworld: Inverse polarity soul

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Ver Sacrum C’è una caratteristica che, negli ultimi anni, ha accomunato tante band italiane esordienti, ed è il fatto di proporre sonorità contaminate sia dall’elettronica meno “mainstream” che dal metal. Cose che fine a qualche tempo fa sarebbero state impensabili e quasi improponibili, adesso sono diventate una realtà che, spesso e volentieri, regala non poche soddisfazioni all’ascoltatore avido di musica dall’appeal danzereccio, ma allo stesso tempo bella tosta e diretta. Per certi versi anche i foggiani Outworld rientrano nella suddetta categoria, e con Inverse polarity soul mostrano che possono esserci tanti modi diversi per creare un suono ibrido e particolare, difatti i tredici brani inclusi nel cd sono difficilmente etichettabili e descrivibili, se non dicendo che si tratta di una sorta di electro-space-industrial con vocals accomunabili a quelle utilizzate dalle formazioni black-metal. Lord Jian e i suoi degni compari hanno un gusto molto spiccato per la sperimentazione, e a dimostrarlo ci sono tracce come “The dark dimension”, “Dawn of my new life”, “2012 – Maya’s prophecy”, “Alpha centauri” o la stessa titletrack, tutte contraddistinte da un mood oscuro e da un sound decisamente fuori del comune. Una band con un bel potenziale insomma, da cui è senz’altro lecito aspettarsi buone cose nell’immediato futuro…

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