Folkstorm: Sweden

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Ver Sacrum Rimbaud ci ricorda che il più grande inganno che il Diavolo possa tenderci è quello di farci credere che non esiste. Probabilmente va letto nello stesso senso il grande inganno che Nordvagr intendeva tenderci quando due anni fa, nel digipack For the Love and Hate , ci annunciava che Folkstorm non avrebbe più solcato i cieli oscuri dell’industrial più periglioso. Invece eccolo ancora sulla scena con questo lavoro che non costituisce una vera e propria novità ma il ripescaggio di vecchie idee accantonate da un po’ di tempo. La prima edizione del lavoro è stata limitata a 1500 copie, mentre la seconda, in versione illimitata, è corredata di un artwork diverso dal precedente Le varie tracks sono laconicamente indicate in numeri romani e la musica è più devastante che mai. Brani come “III” sono a dir poco disturbanti e le scariche (… di energia? Adrenalina?Follia? Fate un po’ voi) che dilaniano i diffusori e quindi i sensi dell’ascoltatore sono laceranti, anche quando, in “IV” si sovrappongono su indistiguibili sonorità marziali. “V” sembra recuperare il caos delle profondità infernali riportandole su un plafond di stridori metallici ed urla di macchine impazzite, dove le brevi parole umane percepibili sono torturate da criticità impossibili. “VIII” è poi un vero vortice di follia ed orrore metafisico che alienano la mente. In tutto il cd le leggi dell’armonia sono violentate, come sempre direi in questo genere di musica, ma anche l’equilibrio dei sensi è messo a dura prova. Estremo, ovviamente!

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