Mesh: A Perfect Solution

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Ver Sacrum Sono ormai passati ben quindici anni dall’uscita di Fragile, primo album dei Mesh e da allora la band inglese ha saputo conquistarsi un crescente e meritato successo, parallelamente ad un’evoluzione musicale che rende ormai per loro assolutamente riduttivo il termine di “synth-pop band”. Approdato su Dependent, il duo formato da Mark Hockings e Richard Silverthorn realizza A Perfect Solution, un disco assolutamente superbo, dove l’energia rock che la band è solita sprigionare sul palco, si combina con la melodia dell’elettro-pop per creare ottimi brani dai refrain irresistibili, che vedono ancora una volta la tematica dell’amore sofferto a farla da padrone, con atmosfere piu’ cupe e piu’ dure rispetto ai loro precedenti lavori. Il disco si apre con l’eccellente “If we stay here”, uno dei picchi dell’album, intenso brano di cui ci si innamora sin dal primo ascolto; seguono le già note “Only better”, “Everything I made” (rispettivamente singolo e sua b-side, anche se all’ora remixata da Kloq) e “Is it so hard”: dopo quattro pezzi del genere un disco non può che essere promosso a piene voti ed anche il proseguimento della tracklist regala altre gemme come “How long”, “Who says”, “Hope Dreams” e la conclusiva “Bitter end”. Tutto ciò che ci si aspetta dai Mesh è qui espresso al meglio: melodia e ritmo, rabbia e disillusione, per un disco praticamente perfetto. Solo la miopia ed i preconcetti del mercato discografico possono aver impedito alla band di Bristol una consacrazione anche a livelli “mainstream”; tanto perggio per le masse, noi teniamoci stretto questo gruppo e godiamoci il suo ennesimo capolavoro!

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