Editors: In This Light And On This Evening

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Dal nuovo album degli Editors mi aspettavo grandi cose e fortunatamente, per una volta, le attese non sono andate deluse. In This light… è un grande disco che, come da copione, sta riscuotendo un grande successo in tutta Europa. Le reazioni degli ascoltatori non sono state però unanimi e questo un po’ mi ha stupito. Intendiamoci, non tutti i brani sono dei capolavori e non manca qualche momento un po’ più debole (anche se mai si va sotto un’ampia sufficienza). Ma a queste incertezze gli Editors sono stati capaci di rispondere con pezzi capolavoro come la title-track che apre magnificamente il disco, “Bricks and Mortar”, “Like Treasure” e soprattutto “Papillon”, primo singolo e probabilmente destinata a “durare” come una delle canzoni più rappresentative (e belle) di questi anni. Si è molto parlato della svolta elettronica degli Editors che in effetti ha marcato un cambiamento abbastanza netto, ma tutt’altro che traumatico, rispetto a ciò che abbiamo ascoltato nei loro primi due dischi. Il nuovo album suona quindi come una naturale evoluzione della loro musica, che ora vira di più verso sonorità sintetiche, la cui naturale freddezza viene compensata dal calore e dal pathos della voce di Tom Smith, qui in questa prova più in forma che mai. Gli Editors d’altra parte sin dall’inizio della loro carriera sono stati in grado di mediare le ispirazioni della new wave con un approccio moderno e originale, che guarda sì al passato ma parla del tempo presente e con un linguaggio attuale. In This light… non fa eccezione: in rete molti dicono che gli Editors sono passati dall’avere come riferimento principale i New Order al posto dei Joy Division, cosa in parte poco generosa riguardo al talento del gruppo inglese ma d’altra non totalmente inesatta. Gli stessi Editors hanno ammesso di aver ascoltato abbondantemente i New Order (nonché la colonna sonora di Terminator!) durante la composizione dei pezzi del disco, e se si ascolta l’incipit di “Like treasure” la cosa non stupisce affatto. La cura del suono in In This Light… è poi davvero certosina e il lavoro in studio svolto da quel geniaccio di produttore che è Flood sicuramente ha portato degli ottimi frutti. Si diceva all’inizio che non tutte le ciambelle di questo In This light… sono riuscite con il buco (o perlomeno con un buco perfettamente centrato): non si tratta di pezzi brutti veri e propri ma certo episodi come “The Big Exit” o “Walk The Fleet Road” sfigurano rispetto alle canzoni migliori citate sopra. Tra l’altro non è che gli Editors fossero a corto di canzoni per In This Light… visto che hanno aggiunto nell’edizione limitata dell’album un secondo CD con 5 pezzi inediti, alcuni dei quali, in particolare “My Life As A Ghost” davvero niente male. Una domanda sorge spontanea, anche se decisamente prematura: cosa ci sarà nel futuro musicale degli Editors? Saranno in grado di evolversi e regalarci ancora momenti così intensi? Personalmente spero ardentemente di sì perché di questi tempi di band come questa ce n’è davvero bisogno.

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