Rose Rovine e Amanti: Demian

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Ver Sacrum Il titolo del nuovo Rose, Rovine e Amanti è Demian, e non è difficile ricondurlo all’omonima opera di Hesse, oltre che al nome del factotum del progetto, Damiano (Mercuri); quello di cui stiamo parlando è il terzo full-length del polistrumentista romano (che per registrarlo si è avvalso di quattro collaboratori), sul quale si suona un genere non lontano da quello degli Spiritual Front e molto vicino a quello dei Sol Invictus e di altre formazioni distribuite a suo tempo dalla World Serpent (RIP). Che i RRA siano una delle realtà nostrane emergenti del panorama neofolk (anche se il ‘neo’ è a mio parere superfluo) è un dato di fatto, o meglio lo era fino ad oggi, dato che le dieci tracce in questione non si rivelano purtroppo all’altezza delle precedenti composizioni di Mercuri. Questo album, cantato in italiano e inglese, registrato al capitolino 24 Gradi Studio tra gennaio e luglio 2008 e supportato graficamente dai suggestivi dipinti di Emil Ivanov Saparevski, si dipana tra alti e bassi su direttrici tipiche del genere. A causa di un certo senso di velata monotonia che, pur non sfociando mai nella noia grazie alle venature rock, è però costante e ha il suo culmine in “Paura Del Demonio”, il cd lascia un po’ l’amaro in bocca; oltretutto la produzione da prog italiano mette in evidenza un sound abbastanza scontato se consideriamo le ultime uscite (neo)folk a livello internazionale. Non scadente ma si può fare di meglio.

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