Whispers InThe Shadow: Borrowed nightmares & forgotten dreams

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Ver Sacrum Non hanno perso tempo i Whispers In The Shadows e, considerato il successo (inatteso?) ottenuto con “Into the arms of chaos” hanno ben pensato, furbacchioni!, di far seguire a quella fortunata release una bella ri-edizione della stessa. Sei pezzi vengono così rielaborati da Thomas Rainer (il nome caldo della scena, e dei L’AI è chitarrista Ashley Dayour) il quale si occupa di “Damned nation”, pezzo ri-strutturato pure dagli Shallow Graves, Sonja Kraushofer (toh!, ma qui si fa tutto in casa, allora? E la torta chi l’ha portata? Della divina è il “Persephone remix”, ovvio, di “Pandora’s calling”), The House Of Usher (“Killing time”), Artaud Seth (“The arrival” ovviamente è “touched by the hand of GoD”). Bellissima l’ormai classica “Train (2009-The eminence version”), canzone che non fa parte della lista di ITAOC, non mancano altri contributi decisamente riusciti (il “Vix remix” di “Killing time”, “Babylon rising” interpretata da Ice Age) è che, una volta terminato l’ascolto, ci si pone il trito quesito: a che pro? Il mercato discografico langue (se non ha già esalato l’ultimo affannoso respiro), operazioni biecamente commerciali come questa potrebbero scavarne definitivamente la fossa, eppure… La sostanza qui non manca, e Borrowed nightmares & forgotten dreams si classifica tra i prodotti di qualità superiore alla media, anche perché il disco dal quale deriva già di suo era/è ottimo. A completare il tutto, ed a far lievitare ulteriormente le quotazioni del presente, cinque nuove tracce provenienti dall’inedito ciddì “Forgotten” (e non sono assolutamente di riempitivi: “Everybody” e la tiratissima “Karma revolution” tanto per citarne due, meritano i galloni di titolare!).

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