Faith and the Muse: Ankoku Butoh

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Ver Sacrum Chiunque avesse mai avuto dei dubbi sul posto di rilievo che Monica Richards e William Faith hanno nella scena oscura attuale dovrebbe ascoltare questa loro nuova fatica per fugarli definitivamente. Ankoku Butoh è davvero un album pregevolissimo, arrivato dopo una lunghissima attesa (6 anni!) dal suo predecessore. Ad ogni opera i Faith and the Muse cambiano in qualche modo pelle: qui l’ispirazione fondante è data dalla musica e più in generale dalla cultura giapponese. L’omaggio si esplicita in molti modi: intanto è assai importante in questo album l’uso delle percussioni tradizionali (se vi ricordate già utilizzate come base per Hai! dei Creatures), su cui viene costruita completamente lo strumentale “Bushido” e che forniscono un poderoso muro del suono per le splendide “Nine Dragons” e ” She Waits By The Well”. In altri brani invece riecheggiano le melodie tradizionali del Sol Levante, dall’intermezzo strumentale “Harai” a “Kodama” con la sua forte impronta jazz. Anche il libretto che accompagna la ricca confezione dell’album (e di cui ora parleremo) si deve leggere addirittura da destra a sinistra! Il talento dei FATM diventa evidente dal modo in cui riescono a prendere ispirazioni così variegate (in passato ad esempio avevano anche usato il folk celtico) per elaborarle in una soluzione assai personale. Il risultato è anche difficile da definire e sarebbe limitante affibbiare un’etichetta ad un album tutt’altro che uniforme. L’ascolto offre infatti molte sorprese: oltre ai brani già citati ispirati alla cultura giapponese c’è “Blessed” che è un assalto tra il punk e il metal mentre alcuni episodi possono essere definiti più propriamente gotici, come la bellissima “The Red Crown” o “Battle Hymn”. Il livello compositivo in Ankoku Butoh è di eccellente qualità, con l’unica eccezione di “Sovereign”, che è un pezzo death rock magari non bruttissimo ma un po’ scontato. L’album si presenta in una ricchissima confezione che include il già citato booklet, con ben 30 pagine piene di illustrazioni ad accompagnare i testi delle canzoni, e un ricco DVD con due video promozionali di Ankoku Butoh (“Battle Hymn” e “Blessed”), una recente intervista al gruppo, un sacco di brani live e vari video. Scontato dirlo ma che questo album finisce dritto nella mia playlist 2009…

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