Helalyn Flowers: Stitches of Eden

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Ver Sacrum Preceduto dall’EP in edizione limitata “Spacefloor romance”, ecco irrompere sul mercato il secondo lavoro sulla lunga distanza griffato Helalyn Flowers! Stiches of Eden si apre con la lenta “Sitting on the moon”, ammantata da tastiere ammiccanti e graffiata da un chitarrismo incisivo, in perenne bilico fra pop ed ardori nu. Inizio pregevole, al quale fa presto seguito “Your killer toy” (con “Hybrid moments e “Never enough” costituisce il trio presente in varie versioni sul succitato mini, da noi già recensito), brano dalla velocità travolgente cantato con grinta da Noemi. Rifrazioni ottantiane compongono piacevoli giochi di ombre e luci in “Love like aliens”, brano ove potenziale commerciale e sensualità manifesta generano un connubio irresistibile. Keys spaziali solcano le immensità degli spazi siderali, in un viaggio avanti/indietro nel tempo, nella storia della musica alternativa contemporanea. La leggiadria di “Crystal bullet” rimanda a “Rio” dei Duran Duran (ascoltatela, chi si ostina ad indossare il paraocchi giri al largo!), od a quella “She likes big words” dei carneadi Deadsy, che quando ascoltai la prima volta, in automobile, una notte di qualche anno fa, mi costrinse ad una improvvisa frenata: chi diavolo erano costoro, che si permettevano di citare così spudoratamente i DD? Seguì una accurata investigazione, che mi portò ad individuare finalmente i fautori, dei quali divenni un estimatore (fra i pochi…), sopra tutto dopo la scoperta che su quella canzone il basso lo suonava nientepopodimeno che Mr. John Taylor in carne, basso ed ossa! Ma al bando le memorie del vecchio carampano Hadrianus, mi scusino i lettori e gli HF stessi! “Friendly strangers” è sorella di “Your killer toy”, scusate il giuoco di parole, ma pure questa è assolutamente as-sas-si-na! Per “Hybrid moments” (e pure per “Never enough”) rimando al citato eppì, “Don’t wake me up” profuma del glamour ostentato da Shirley Manson dei Garbage, ondeggiando tra malizia androgina e cattiveria, in mezzo a tanta opulenza un episodio come “Psychic Vamp” suona come assolutamente normale, ma Stitches of Eden ci riserva ancora una perla, l’immensa e cinematografica “As Angels spying Mars”, ove torna l’elemento cosmico nei pomposissimi synth, i quali si distendono in tutta la loro melodrammatica magniloquenza. Gli Helalyn Flowers progrediscono episodio dopo episodio della loro ancor fresca carriera, dimostrando una coesione ed una determinazione non comuni. Pop, wave, nu metal (e non per nulla ho poc’anzi tratto dalla polvere il combo di Paul Exeter Blue I…) sono solo alcuni degli ingredienti di una ricetta quanto mai variegata. Noemi, sempre a più agio nell’impegnativo compito di front-woman, ormai matura e pronta per prosceni non solo strettamente legati all’underground, e Maxxx, polistrumentista capace di trarre poesia anche dalla più stordente distorsione, di tessere trame suggestive, oniriche e poi di seviziarci con scariche di purissima, adrenalinica elettricità, formano un insieme collaudato ed assolutamente libero da schemi e da barriere mentali. Le stesse che, anche nel loro assunto fisico, sono pronti ad abbattere utilizzando i loro istessi killer toys! (P.S.: disponibile in versione deluxe 2CD co remix assortiti, “Love like aliens” curato da Andy – Bluvertigo!).

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