Hidden Place: Punto Luce

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Ver Sacrum Avevo avuto il piacere di conoscere gli Hidden Place grazie a Weather Station, il loro primo cd autoprodotto, a cui era seguito l’ottimo Fantasia Meccanica, disco che metteva ulteriormente a punto le raffinate sonorità elettroniche della formazione italiana. A due anni da quel disco, gli Hidden Place realizzano (per l’etichetta argentina Twilight Records), Punto Luce altro eccellente album che ribadisce il loro talento, grazie a dieci tracce caratterizzate da un elettro-sound dalle tonalità notturne che affonda le sue radici nella migliore new-wave anni’80. Fondamentalmente la tracklist vede un’alternanza tra brani strumentali (in alcuni, come l’iniziale “Teknicolor” e “Acrobazie elettriche”, troviamo parti vocali trattate col vocoder) e pezzi con caratteristiche maggiormente melodiche, interpretati dalla sensuale voce di Sara Lux; tra questi spicca “Alexander Strasse”, a mio avviso il migliore episodio del disco (brano in cui si respira l’aria mitteleuropea di alcuni classici brani dei Kirlian Camera): una melodia elettronica velata di malinconia che ci proietta in una fredda notte d’inverno, atmosfere che troviamo anche in “London to Rome” e “Gioco Cromatico”. Tra gli episodi strumentali mi piace ricordare la title-track, dall’andamento piacevolmente synth-pop e “Illusioni Ottiche”, che ci riporta a tonalità maggiormente oscure ed intimiste; citazione finale per “United” (già inclusa nel precedente album) qui presente in due nuovi remix, uno dei quali è interpretato da Gaby Nekro della band argentina Nekrodamus, con un taglio prettamente elettro-pop. Indubbiamente Punto Luce segna un’evoluzione nel sound degli Hidden Place, allontanandosi, almeno in parte, dal metro di paragone di Kirlian Camera e Frozen Autumn, le cui influenze erano palesi nelle precedenti releases; il risultato è un disco comunque ottimo (l’unico piccolo appunto che mi sento di muovere è relativo ai brani strumentali, forse un pò troppi), contraddistinto da un’eleganza ed una ricercatezza di suoni ed atmosfere che sono merce sempre piu’ rara in questi tempi. C’è ottima musica in Italia e questo disco ne è l’esempio. Consigliato!

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