Paradise Lost: Faith Divides Us Death Unites Us

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Ver Sacrum Con i Paradise Lost siamo di fronte ad una band che cavalca le più oscure onde emotive del gothic e del doom metal da anni e la grande esperienza e maturità artistica del tenebroso sodalizio inglese emerge in tutta la sua dirompenza in questo bel cd. Le strutture dei brani affondano le loro radici concettuali nella grande lezione dei Black Sabbath ma l’espressività è tutto un concentrato di rabbia e disperazione che condesa l’ideale gotico più estremo.”As Horizon End” emerge dagli abissi più oscuri attraverso una coralità fantasmatica che esplode nella compattezza graffiante delle chitarre su cui si erge, densa di pathos, la voce di Holmes. In “I Remain” il suono è classicamente metal così come la successiva cavalcata di “Frailty”, ma la sensibilità che si fa largo tra le pieghe del suono articolato e pontente ci rimanda comunque alle esperienze dark wave della band di Halifax che, evidentemente, non può più rinnegare. E’ proprio “Faith Divides Us Death Units Us”, la song che dà il titolo all’opera, che condensa queste grandi caratteristiche artistiche: la melanconia disperata dell’introduzione sale, cresce e sboccia nel ritornello, così graffiante, angosciante e aggressivo al contempo. Il cd è davvero meritevole di apprezzamento, avvincente, una delle migliori cose sfornate in questo 2009 in cui diverse bands sono riuscite a ritrovare un po’ di verve compositiva. Per il sodalizio inglese è una conferma della importanza della sua creatività che si snoda su una linea di frontiera tra i generi oscuri, fondamentale ma impalpabile come l’orizzonte.

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