Wayne Hussey: Bare

0
Condividi:

Ver Sacrum Zio Wayne (courtesy by Christian Dex) si siede sotto la pergola, imbraccia l’acustica ed intrattiene il riottoso nipotame con un lotto di brani ove la sua voce profonda riesce a dare il meglio di sé. Omaggiando The Cure (“A night like this”) e pure i best-sellers U2 (“With or without you”), ma pure rileggendo classici della casa madre The Mission (“Garden of delight” è immaginifica, “Shelter from the storm” e “Black mountain mist” sono interpretate con una passione ed un calore che le rendono uniche) il tempo trascorre con sollazzo, perché questa dimensione si rivela assai congeniale per il nostro amato cantore. Eppoi, in queste giornate autunnali, sorseggiare in santa quiete un buon the lasciando in sottofondo “Bird of passage” o la bowiana “Ashes to ashes” (ripresa dal vivo durante uno show sold-out in quel di Bochum, come per “Kingdom come”, “All tangled up in you” ed “Another lonely day”, che qui rivelano il lato più giocoso di W., bravo a padroneggiare pianoforte e pubblico con fare gigione) si rivelerà un autentico toccasana pel nostro animo, pei nervi poi! Saremo diventati vecchi e petulanti (ma il tempo è trascorso finora benone), a volte lasciar da parte l’elettricità può fare bene, sarà auto-celebrazione (ma l’ego di WH, si sa, è smisurato, non facile pascerlo!), ma sicuramente Bare è proprio ben fatto, ed addirittura suona spontaneo, cosa pretendere di più?

Condividi:

Lascia un commento

*