La Playlist 2009 della Redazione

0
Condividi:

Con i migliori auguri di buon anno la Redazione di Ver Sacrum presenta le proprie scelte del 2009. Restate in attesa perché a giorni anche la Playlist di voi lettori sarà in linea. Buona lettura!

Ankh | Caesar | Candyman | Christian Dex | Grendel | Hadrianus | Manfred | Mircalla | S*Tox | Softblackstar
Ankh
Annata strana, quella appena trascorsa: quando ho realizzato di dover creare una playlist, temevo di non arrivare nemmeno lontanamente a cinque titoli; poi, approfondendo, mi sono accorto che di bei dischi ne sono usciti, e anche parecchi. Al primo posto un ex aequo: il terzo, bellissimo CD degli Oda Relicta, che spero continuino a sorprendermi in questo modo, e il meraviglioso ritorno degli Unto Ashes, finalmente liberi da becere tentazioni commerciali. Anche i Der Blaue Reiter realizzano un ottimo CD, Peter Bjärgö riesce a ricreare atmosfere degne dei vecchi Arcana (pur senza voce femminile), dei Current 93 e del genio musicale di David Tibet è superfluo parlare mentre la presenza dei The Moon And The Nightspirit è almeno parzialmente giustificata dall’ascolto frequente di un paio di CD di gruppi zingari ungheresi. Ma oltre a questi, vorrei almeno citare i lavori di TriORE, Artesia, My Dying Bride, Colosseum, This Immortal Coil e dell’inossidabile Raison D’Être.

Pochissimi i film visti quest’anno; mi è piaciuto Gran Torino di Clint Eastwood ma, per questioni affettive, ho preferito inserire il delizioso Coraline.

Nelle mie letture di quest’anno, sono stati pochissimi i libri usciti nel 2009; tra questi ho scelto l’esordio di Leonardo Bonetti, libro di non facile lettura per la complessità e ricchezza della sua prosa ma, proprio per questo, di una bellezza inquietante. Vorrei però almeno citare Altai di Wu Ming, che è in attesa nella mia libreria.

Pochissimi anche i concerti; interessante è stata l’iniziativa dell’Ethereal Folk Festival che, malgrado il mio solito ritardo, mi sono goduto seduto sorseggiando una birra artigianale. Anche qui, certamente ha un peso la mia lontananza dall’Italia in concomitanza del concerto dei Current 93…

All’anno prossimo.

Album


  1. Oda Relicta / Unto Ashes: Leper mass / The blood of my lady
  2. Der Blaue Reiter: Nuclear sun
  3. Current 93: Aleph at the hallucinatory mountain
  4. Peter Bjärgö: A wave of bitterness
  5. The Moon And The Nightspirit: Osforràs

Concerto


Ethereal Folk Festival

Libro


Racconto d’inverno di Leonardo Bonetti

Film


Coraline e la porta magica di Henry Selick

Caesar
Annata caratterizzata dalle uscite di gruppi che ho sempre ammirato e seguito costantemente come Current 93 e Kirlian Camera. I Current dimostrano di saper sempre rinnovarsi grazie alla grande capacità di Tibet di circondarsi di collaboratori validi. Imperdibile invece la raccolta che celebra la carriera dei Kirlian Camera : poter riascoltare vecchi singoli e rarità assortire è davvero un regalo per i vecchi fans. Da segnalare anche la nuova fatica delgi IANVA che si confermano ad altissimi livelli con un album “concept “ambizioso che c’entra l’obiettivo di far riflettere l’ascoltatore sulla controversa Storia del nostro paese. Un gruppo che ha saputo trovare una via italiana al genere neo-folk. Ottimi poi i dischi di Rome e Ordo Rosarius Equilbrio: in particolare “Flowers from exile” si avvale di un’ispirazione compositiva altissima che contraddistingue il progetto di Jerome Reuter fra i più validi del panorama neo-folk.

Pochi i film che ho visto fra cui il criticato “Antichrist” di Lars Von Trier. A me non è dispiaciuto anche se ammetto che è un film che può suscitare delle perplessità.

Fra le nuove pubblicazioni del panorama letterario ho trovato davvero notevole la riedizione di “Ultimi Vampiri” di Gianfranco Manfredi. Direi che si tratta di una ristampa fondamentale che mette in mostra la grande competenza di questo scrittore sull’immortale figura del Nosferatu. Volume inoltre arricchito da un lungo racconto che trasporta la leggenda dei non-morti direttamente nella California dei ’60 in cui aleggia lo spettro delle comunità sataniche hippie. Segnalo anche la ristampa di “Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson”, grandissima tessitrice di incubi gotici.

Non posso poi dimenticare il concerto dei Current 93 a Torino. Davvero emozionante poter vedere David Tibet dal vivo ancora pieno di energia e rinnovato spirito di maligno menestrello, oggi sacerdote di un’oscura psichedelia dai contorni misticheggianti. Grandissima anche la “performace” dei Nurse With Wound la serata successiva, in cui hanno letteralmente ipnotizzato il pubblico con la prima esecuzione dal vivo del loro must “Soliloquy for Lilith”.

Album


  1. Current 93: Aleph at Hallucinatory Mountain
  2. Kirlian Camera: Odyssey Europa
  3. Rome: Flowers From Exile
  4. IANVA: Italia: Ultimo Atto
  5. Ordo Rosarius Equilibrio: ONANI

Concerto


Current93/Nurse With Wound Settembre 2009 – Torino

Libro


Ultimi Vampiri di Gianfranco Manfredi

Film


Antichrist di Lars Von Trier

Candyman
Anche se sembra essere sempre piu’ di tendenza affermare (a mio avviso in maniera alquanto snob) che: “quest’anno non è uscito praticamente niente di interessante”, il sottoscritto (forse anche perchè non fossilizzato su un solo genere) ha avuto modo di apprezzare numerosi ottimi dischi anche quest’anno, tanto che un Top 10 sarebbe stata piu’ consona ad esprimere le mie preferenze. Pertanto, oltre ai lavori che ho piazzato in “Top 5”, mi piace ricordare le pubblicazioni di Rotersand, Assemblage 23 e Die Form sul fronte “elettronico” e quelle di Rome, Der Blaue Reiter, TriOre ed Ordo Rosarius Equilibrio su quello neo-folk/apocalittico.

La memoria non mi è di grande aiuto ultimamente e forse rischio di dimenticare qualcosa, ma il film che ricordo con maggior piacere è l’intenso e commovente “Gran Torino” di Clint Eastwood.

Tra i libri che ho letto, l’unico uscito nel 2009 è l’ottimo “La biblioteca dei morti”, avvincente ed originale opera prima di Glenn Cooper; per il resto dovrei citare gli splendidi volumi della “Millennium Trilogy” di Stieg Larsson, libri che creano dipendenza.

Sul fronte concerti non c’è partita: assistere ad un concerto degli Ultravox ha rappresentato per il sottoscritto il coronamento di un sogno e quindi vince il relativo contest. Sui gradini piu’ bassi del podio, i concerti di Iamx a Milano e Faith And The Muse a Vicenza.

Album


  1. Editors: In this light and on this evening
  2. Ianva: Italia: Ultimo Atto
  3. Mesh: A perfect solution
  4. Iamx: Kingdom of welcome addiction
  5. Faith and the Muse: Ankoku Butoh

Concerto


Ultravox a Dublino

Libro


La biblioteca dei morti di Glenn Cooper

Film


Gran Torino di Clint Eastwood

Christian Dex
Anche per me questo 2009 ha sorpreso positivamente sul fronte musicale. Oltre ai nomi che ho scelto vale anche la pena di citare l’album di Marilyn Manson, la sua migliore opera da Antichrist Superstar, venuta forse fuori tempo massimo quando la credibilità del personaggio sembra essere definitivamente compromessa. Buoni poi i CD di My Dying Bride, Ordo Rosarius Equilibrio e del progetto parallelo Triore nonché la splendida compilation con le registrazioni per la BBC di Siouxsie; anche se non abbastanza buona da finire in Playlist, l’opera di esordio dei White Lies va segnalata sicuramente come un episodio più che piacevole.

Anche per i film la scelta di un solo nome è difficile da fare: alla fine ho deciso di assegnare la palma a District 9, per l’intelligenza con cui ha saputo parlare del presente usando il linguaggio della fantascienza. Citazioni doverose vanno poi a Coraline, Bastardi senza gloria e Lasciami Entrare.

E proprio l’uscita del film nel 2009 mi ha convinto a fare una piccola forzatura nella scelta del libro dell’anno: Lasciami Entrare di Lindqvist è infatti uscito un po’ di tempo fa ma per la sua bellezza e intensità il volume merita sicuramente una menzione. D’altra parte poche sono state le sorprese letterarie del 2009 per me: carino (e nella prima metà quasi capolavoro) Marina di Zafón; un po’ goffo narrativamente, anche se molto interessante e piacevole, è poi Ho Freddo di Manfredi.

Per finire, è ormai nota per i lettori di questo sito la mia passione per i Nine Inch Nails: non potevo così perdermi la band di Trent Reznor nella loro ultima tournée. In particolare bellissimo è stato il concerto di Roma, anche se l’arrivo sul palco di Gary Numan alla O2 Arena di Londra è stata davvero un’indimenticabile sorpresa. Prima o poi pubblicherò il report di questo tour, pronto da tempo ma, ahimé, relegato nella coda delle tante cose da fare per Ver Sacrum. Un ricordo lo merita poi il bel concerto dei Telefon Tel Aviv a Pisa, un gruppo che probabilmente ha rappresentato per me la scoperta più stimolante di questo 2009.

Album


  1. Editors: In this light and on this evening
  2. Current 93: Aleph at Hallucinatory Mountain
  3. Telefon Tel Aviv: Immolate Yourself
  4. Faith and the Muse: Ankoku Butoh
  5. Unto Ashes: The Blood of My Lady

Concerto


Nine Inch Nails – Wave Goodbye Tour

Libro


Lasciami Entrare di John Ajvide Lindqvist

Film


District 9 di Neill Blomkamp

Grendel
Sarà che i generi musicali a cui dover star dietro sono fin troppi, o che ormai nel mondo ci sono più gruppi che gente disposta ad ascoltarli, ma quest’anno non si è rivelato affatto difficile trovare cinque nomi da inserire nella playlist, anzi il vero problema è stato decidere chi, tra i tanti, poteva essere lasciato fuori… Con un certo dispiacere mi è toccato escludere i lavori di Katatonia, Ghost Brigade, Big Pink e di tante altre band ancora, ma ho preferito fare delle scelte che riguardassero qualche “vecchia conoscenza” (Deathstars, P9 e K. Hannah), una novità assoluta (Ext!ze) e una formazione (IAMX) bravissima nel fare qualcosa che solo a pochi riesce: regalare emozioni.

Tra i film la scelta è ricaduta sul delizioso Lasciami entrare (che in realtà è del 2008, ma nelle sale italiane è arrivato a inizio gennaio 2009), mentre il miglior concerto è stato quello dei Birthday Massacre: l’immagine “leccatina” che li contraddistingue e la produzione ultra-clean dei loro dischi potrebbero far pensare il contrario, invece i sei ragazzi canadesi, dal vivo, sono una vera macchina da guerra, capace di “mangiarsi” in un sol boccone palco e pubblico. Speriamo solo che non passino secoli prima di poterli rivedere da queste parti!

Album


  1. Deathstars: Night electric night
  2. Ext!ze: Fall0ut nation
  3. Psyclon Nine: We the fallen
  4. Kill Hannah: Wake up the sleepers
  5. IAMX: Kingdom of welcome addiction

Concerto


The Birthday Massacre – 22/07/2009, Pinarella di Cervia, Rock Planet

Film


Lasciami entrare di Tomas Alfredson

Hadrianus
Top 5 all’insegna del glamour decadente, d’altronde potrei citare come pellicola dell’anno (?) “Velvet goldmine” (!). Ritorno del glam a casa Hadrianus, di conseguenza Zeromancer al numero 1, i loro figliocci Dope Stars Inc. al 3, Helalyn Flowers al 5, con citazioni doverose per gli ottimi Belladonna e gli inossidabili The 69 Eyes! Per i norvegesi, il loro “Sinners international” l’ho suonato fino allo sfinimento (per fortuna che il cd non si logora, fosse stato in vinile, avrei dovuto riacquistarne una copia ad un paio di mesi scarsi dalla prima), e continua a piacermi, di questi tempi non è poco. Belladonna, Dope Stars Inc. e Helalyn Flowers si confermano realtà nazionali (rivolte però decisamente all’estero!) di buona levatura, in grado di competere tranquillamente con le strabordanti forze calanti da oltralpe. I finnici sono riusciti a coniugare presente e passato con astuzia, confezionando un lavoro che suona alla grande, e ribadisce quanto sappiano adeguarsi alle esigenze di un mercato spietatissimo. Una mistura bollente di Sisters e Motley Crue, come da loro stessi candidamente dichiarato. Ma come non citare Aleph, Epochate, Luigi Rubino, Wino Weinrich, Sophya Baccini e Mandragora Scream, per un elenco che potrebbe continuare, segno che il 2009, personalmente, ha riservato diverse soddisfazioni.

Palma di libro dell’anno all’esordio di Leonardo Bonetti (Arpia), un racconto affascinante e coinvolgente, nel mio caso anche troppo, forse! Opera di gran spessore, dalla scrittura complessa ed elegante, per una vicenda che trascende la realtà, sconfinando nel sogno/incubo. Cito anche il bel tomo di Marco Di Marco dedicato ai Joy Division, “Broken heart romance”.

I Porcupine Tree non sono un gruppo goth, è vero, ma ogni loro concerto disvela un’anima inquieta e profondamente, genuinamente dark.

Cinema niet, ed allora… arrivederci al 2010!

Album


  1. Zeromancer: Sinners International
  2. Belladonna: The noir album
  3. Dope Stars Inc.: 21st Century slave
  4. The 69 Eyes: Back in blood
  5. Helalyn Flowers: Stitches of Eden

Concerto


Porcupine Tree – Padova Teatro Grande

Libro


Racconto d’Inverno di Leonardo Bonetti

Manfred
Quest’anno non ho molto frequentato il Mondo, tuttavia qualcosa ne ho carpito…

Non ho mai amato molto Sting, ma questo calviniano If on a winter’s night è davvero bellissimo, molto più crepuscolare e goticheggiante di tanti crepuscolarigoticheggianti per contratto. Il fatto che mi abbia sorpreso nonostante il mio non grande amore per il suo autore me lo hanno fatto mettere al primo posto (menzione speciale per l’artwork, per altro). Gli altri quattro titoli parlano da sé.

Al cinema ex aequo Tarantino e Eastwood per avere compiuto due miracoli. Il primo per averci regalato il suo sberleffo più sorprendente, virtuosistico, cinefilo, adrenalinico e coraggioso. Il secondo per avere confermato di essere talmente Classico ormai da potersi permettere l’auto-citazione (e l’auto-ironia), in un film commovente, esilarante e nobile.
Una menzione, ovviamente, per Lasciami entrare di Alfredson, per Martyrs di Laugier (imperfetto ma tesissimo per il 90% della sua durata e davvero gore), per lo splendido Das weisse Band di Haneke ed anche per la Coraline di Selick ma la mole ingombrante dei monumenti di Tarantino e Eastwood non mi hanno permesso di inserirli in classifica.

Fra le letture (mentre sono ancora immerso nella trilogia di Larsson) va al capolavoro cupo, violento, panico e vitalistico di Mauro Corona, che ancora una volta mi ha sorpreso e dato i brividi.

Concerti nulla quest’anno. Ma voglio dare anche quest’anno il contributo alla mia personale playlist teatrale:
1) Götterdämmerung di Wagner allestito dalla Fura dels Baus e diretto da Zubin Mehta al Teatro del Maggio di Firenze
2) La Caccia da Baccanti di Euripide di e con Luigi Lo Cascio al Teatro Valle di Roma
3) Shakespeare/Venere e Adone di Valter Malosti al Teatro India di Roma.

Alla prossima.

Album


  1. Sting: If on a winter’s night…
  2. The 69 Eyes: Back in Blood
  3. Deathstars: Night electric night
  4. Faith and the Muse: Ankoku Butoh
  5. My Dying Bride: For lies I sire

Libro


Storia di Neve di Mauro Corona

Film


Inglorious Basterds/Gran Torino di Quentin Tarantino/Clint Eastwood

Mircalla
Nessun dubbio su buona parte delle scelte musicali, giusto per la quinta piazza ho avuto dei dubbi perchè c’erano molti altri dischi papabili tra cui l’ultimo Rome, il bel progetto TriORE, i Faith of the Muse o … perché no… i miei amati Rammstein! Alla fine ho scelto i White Lies perché effettivamente li ho ascoltati tantissimo per tutto l’anno e non sarebbe stato giusto non considerarli.

Per quanto riguarda i film a Lasciami entrare la palma del migliore per la sua struggente eleganza, ma devo assolutamente citare almeno due pellicole che mi hanno davvero colpito, ovvero Anthicrist di Lars Von Trier e Das weisse Band di Michael Haneke, entrambe, in modo differente, magnifiche e terribili allo stesso tempo, due film disturbanti che mi hanno fatto molto pensare.

Tra i libri non ho invece grandi preferenze, anche se ho letto quest’anno numerosi romanzi interessanti. Sicuramente per me due sono le scoperte dell’anno, ovvero Zafón che con Marina mi ha rimandato a grandi classici gotici del passato come Il fantasma dell’opera (e ora ho appena recuperato anche L’ombra del vento) e la famosa trilogia di Millennium di Stieg Larsson che mi ha parecchio coinvolto soprattutto per il bel personaggio di Lisbeth Salander.
Ottimo anche Lasciami Entrare di Lindqvist che però è uscito nel 2008. Purtroppo non ho fatto a tempo a leggere la mia attuale scrittrice preferita, ovvero Sarah Waters, il cui ultimo romanzo L’ospite è uscito da poco e mi sta aspettando impaziente sul comodino…

Per i concerti non ho dubbi: i Faith and the Muse mi hanno conquistata con il loro live davvero potente e affascinante. Buone anche le performance di Editors, dei redivivi Kraftwerk e degli splendidi Faun ospiti di un bel festival celtico presso le grotte di Oliero.

Album


  1. Editors: In this light and on this evening
  2. Current 93: Aleph at Hallucinatory Mountain
  3. Helium Vola: Für Euch, die Ihr liebt
  4. Realgar: Auriloquio
  5. White Lies: To Lose My Life…

Concerto


Faith and the Muse a Prato

Libro


Marina di Carlos Ruiz Zafón

Film


Lasciami entrare di Tomas Alfredson

S*Tox
Dopo un po’ di anni deludenti sotto il profilo della creatività quest’anno qualcosa, secondo me, si è mosso. Purtroppo il mercato è sempre più invaso da una caterva di produzioni di cui, davvero, non se ne capisce il senso. Del resto è evidente che viviamo un’epoca di crisi culturale che non può non riverberare i suoi effetti anche in campo musicale, editoriale e cinematografico.

Per quanto riguarda la musica quest’anno le cose più interessanti le ho colte in campo più propriamente metal. Gli Amorphis mi hanno davvero entusiasmato, risultando capaci di tessere un album straordinario sotto tutti i punti di vista. Nondimeno ho gradito il ritorno al suono duro ed oscuro dei Paradise Lost ma un’emozione particolare mi ha regalato il lavoro mistico di Helium Vola. L’album dei Placebo non è stato particolarmente esaltante e forse meriterebbe di essere ricordato alla pari delle ultime cose di Marilyn Manson e Depeche Mode: dischi discreti ma nulla di eccezionale. Ho pensato di mentovare Anima Virus perché trovo che il suo disco presenta, soprattutto in alcune tracks, la verve del vecchio buon gothic sound dei primi indimenticabili Christian Death. Per il resto … tante cosine interessanti, ma ancora nessun capolavoro degno di attraversare i secoli carico delle sue emozioni.

Quest’anno ho frequentato pochissimo il cinema e non ho visto nulla che meriti di essere ricordato.

Le mie letture invece, molteplici, si sono concentrate su argomenti storici o filosofici troppo specifici e personali, ma, tra le altre cose, ho trovato interessante l’approccio che Valerie Palacios ha adottato nel suo saggio sul cinema gotico: procedendo con una suddivisione per temi (vampirismo, licantropia, mostri, diavoli, fantasmi ecc.) l’autrice ci offre un panorama sintetico ma completo e criticamente valido della produzione cinematografica del genere.

Infine, tra i numerosi concerti seguiti, quello dei Kraftwerk in Livorno mi ha impressionato di più. E’ quasi un luogo comune ricordare come tutti i gruppi di musica tecnologica siano tributari della band tedesca, ma il concerto labronico è stato un vero e proprio tuffo nel più recente passato della nostra storia. Non solo attraverso le sonorità delle loro songs di successo, ancora ipnotiche nelle loro articolazioni, ma anche mediante le immagini che si sono susseguite suggestive sul maxi schermo alle loro spalle, i Kraftwerk sono stati coinvolgenti e appasionanti. E’ davvero affascinante constatare come temi che, all’epoca delle loro pubblicazioni, apparivano d’avanguardia se non addirittura fantascientifici, oggi appaiono superati o addirittura patrimonio della nostra storia recente. Autostrade e treni che serpeggiano per l’Europa, uomini cyborg, elaboratori elettronici di uso quotidiano … tutto sembrava irraggiungibile ma oggi è pura normalità. Le loro composizioni quindi, autentici capolavori della musica elettronica, appaiono come sospese tra il passato ed il futuro, splendidamente autentiche nella loro conquistata atemporalità. Con il susseguirsi di indimenticabili canzoni come Autobahn, Trans Europe Express, Radioactivity, Robots, i Kraftwerk hanno quindi regalato un’emozione ricca di risonanze difficilmente ripetibile.

Album


  1. Amorphis: Skyforger
  2. Paradise Lost: Faith Divides Us Death Unites Us
  3. Placebo: Battle For The Sun
  4. Helium Vola: Für Euch, Die Ihr Liebt
  5. Anima Virus: End Of The Eden

Concerto


Kraftwerk a Livorno 18.07.09

Libro


Le Cinéma Gothique-Un Genre Mutant di Valérie Palacios

Softblackstar
Quest’anno poche sorprese in ambito discografico. Disco dell’anno è senza dubbio alcuno l’ultimo KTL, IV, segno che alcuni generi musicali sono ancora vivi e vegeti, nonostante la standardizzazione e la tendenza al ribasso.
IV spazia tra l’ambient-drone di marca O’Malley e il noise digitale di Pita, sotto l’attenta produzione di Jim O’Rourke. Ciliegina sulla torta la batteria di Atsuo (Boris). E “Paratrooper” è la traccia dell’anno, 21 minuti di reiterazioni e stasi.
Tor Lundvall merita il secondo posto, nonostante sia un’uscita solo in vinile. Non è neanche il tipico disco di Tor Lundvall, ma quell’andamento sognante continua ancora ad allietare le mie giornate.
E dopo diversi dischi piuttosto discutibili, per usare un eufemismo, il cambio di formazione e il ritorno alle radici di Unto Ashes segnano un inaspettato ritorno ad atmosfere più folkeggianti.
Il quarto posto non poteva che andare a quel gioiello di This Immortal Coil, gruppo tributo ai Coil con dentro gente del calibro di Yann Tiersen e Bonnie “Prince” Billy.
Infine, Faking Gold and Murders, il miglior disco di Current 93 negli ultimi anni a questa parte, con il piccolo dettaglio che David Tibet è ospite solo in veste di cantante.

Film dell’anno è Das weisse Band, di Michael Haneke, una livida riflessione sull’europa di inizio ‘900, alle soglie della I Guerra Mondiale, un film pieno di spunti di riflessione e girato magnificamente.

Quanto al libro… mi sono accorto che quest’anno non ho letto un solo libro uscito nel 2009, ma solo libri più vecchi!

Scegliere il concerto dell’anno invece è stata dura, ma la prima esibizione dei Comus in terra inglese negli ultimi 35 anni a questa parte è stata davvero un evento. Tutto First Utterance, con le tracce in ordine diverso, ma completo. E con la formazione originale con l’eccezione del flauto.
Ma se l’è giocata bene con “The Fruits of Yggdrasil”, altra esibizione storica ad opera Sixth Comm & Freya Aswynn.
Appena più indietro i Sunn O))), Marissa Nadler e Rose McDowall.

Album


  1. KTL: IV
  2. Tor Lundvall: Sleeping and Hiding
  3. Unto Ashes: The Blood of my Lady
  4. This Immortal Coil: The Dark Age of Love
  5. Aethenor: Faking Gold and Murders

Concerto


Comus

Film


Das weisse Band di Michael Haneke

Condividi:

Lascia un commento

*