Matenrou Opera: Anomie

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Ver Sacrum L’Opera piace assai ai nipponici, ecco allora che gli ex Jeniva Sono (vocs) e Yu (bt) la utilizzano astutamente per completare il monicker della loro recente creatura, battezzata non a caso Matenrou Opera, e pure l’intro di Anomie si ispira chiaramente alle arie tanto care ai melomani del Sol Levante. Il combo è attivo dal 2006 (ha subito però un periodo di inattività culminato nell’abbandono di alcuni musici e rappresenta una realtà di sicuro rilievo nell’affollato panorama VK, potendo contare sull’indubbie capacità dei suoi membri. Il già citato cantante è uno dei migliori della scena (ruolo questo che presenta le maggiori carenze…), gli strumentisti sono dotati, con un plauso particolare per il chitarrista Anzi (si ascoltino gli ispirati assoli che infiorano la bella title-track), con Yu, Yo (ehm, non è un giuoco di parole, quest’ultimo è il bassista) ed il keys-man Ayame a porre in evidenza tutto il loro bagaglio tecnico. A differenza di altre opera ascrivibili al mutevole Olimpo del J-rock, Anomie non presenta cadute di tono o scivolate imbarazzanti nel cattivo gusto, apparendo in vece disco omogeneo qualitativamente e gradevole all’ascolto. Nemmeno la, altrimenti cagione di fastidio, sensazione di essersi imbattuti nella soundtrack di un cartoon, che a tratti emerge, fa scemare un giudizio che non può non essere positivo. Non solo per gli stretti appassionati del settore, Anomie vi saprà stupire (il metal melodico di “Nemureru yoru” con le fisarmoniche a creare suggestive atmosfere parigine), a patto che, come sempre quando trattasi di visual kei, sappiate accostarvi ad esso senza pregiudizi. Ovviamente imbattibili nel barocchissimo look, che rende Steve Strange e tutta la generazione new-romantic un manipolo di straccioni (!).

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